«Non lasciate tracce» nelle saline di Sicciole

I visitatori del Parco naturale sono chiamati a osservare le norme previste per tutelare l’ecosistema locale

Le saline di Sicciole nella piana di Fontanigge

Nel mese di aprile al Parco naturale delle saline di Sicciole, accanto al risveglio primaverile della vegetazione inizia il periodo di nidificazione degli uccelli che vi dimorano. In concomitanza con il periodo in cui l’ecosistema vegetale e animale è particolarmente sensibile, aumenta anche il numero di visitatori. Onde responsabilizzarli e invogliarli a un comportamento rispettoso verso la natura, i gestori del Parco hanno pubblicato sul proprio sito un avviso che invita a “non lasciare tracce”. L’intento è quello di promuovere i principi di comportamento etico all’aperto, dettati dall’organizzazione internazionale LNT (Leave No Trace), impegnato nel ridurre l’impatto sulla natura incontaminata durante la presenza degli escursionisti. Principi sempre attuali come pianificare e preparare in anticipo le uscite, camminare solo su sentieri marcati, tutto ciò che portiamo con noi va anche riportato via per rispettare animali, piante e gli altri visitatori. Gli amici a quattro zampe dovrebbero essere sempre tenuti al guinzaglio corto. Soprattutto, però, è bene seguire rigorosamente le regole affisse nelle bacheche del Parco. Nel testo pubblicato i gestori avvertono, tra l’altro, che i terreni nelle saline, nonostante abbiano un ampio bagaglio di storia alle spalle, sono molto fragili e spesso solo un sottile strato di vegetazione li protegge dall’erosione. Muoversi al di fuori dei percorsi prestabiliti è sconsigliabile anche per la precaria stabilità e compattezza del terreno, dove è facile affondare nel morbido fango salino. Grazie alla presenza del particolare microclima e alla morfologia nel parco, si è formato un habitat specifico per numerose specie di animali e piante, dando vita a un ecosistema delicato come lo sono le stradine, lungo le quali alcuni uccelli rari e in via di estinzione, sono soliti nidificare da aprile a ottobre. L’oasi di Sicciole, nota anche oltre i confini nazionali, rappresenta un eccezionale intreccio di ecosistemi che unisce le forme di transizione tra quelli brachiali marini, quelli d’acqua dolce e quelli della terraferma. Riveste una notevole importanza anche dal punto di vista ornitologico, poiché vi sono state osservate 272 specie di uccelli, delle quali 90 vi nidificano. “Le regole e le raccomandazioni per la condotta e il comportamento nelle aree protette sono di grande importanza in tutto il mondo. È fondamentale proteggere e preservare l’eccezionalità, l’originalità e l’unicità del territorio salino, riconosciuto dallo Stato sloveno d’importanza nazionale, da tutelare per le generazioni future”, avvertono ancora a Sicciole. La Repubblica di Slovenia infatti, nel 2001 ha proclamato le Saline di Sicciole Parco naturale e nel 1993 sono state incluse nell’elenco delle zone umide tutelate dalla convenzione di Ramsar. Il famoso filosofo e guardaboschi americano, Aldo Leopold, nel 1930 dichiarò: “La cosa vera è quella che ha come principio la conservazione dell’inviolabilità, stabilità e bellezza della comunità biotica. È sbagliato se il suo scopo è diverso”.

Una veduta delle saline di Sicciole

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