Da ieri sino ad almeno martedì prossimo l’allerta per l’eccezionale ondata di caldo diventa rossa. L’Agenzia nazionale per l’ambiente l’ha estesa dalla costa anche al Goriziano, mentre il resto della Slovenia è dipinto di arancione. Le alte temperature ben superiori alla media stagionale, tenderanno a salire sino a rasentare domenica i 39 gradi. Ciò causa forti problemi nella vita di ogni giorno. Mette in difficoltà i lavoratori che sono costretti a prestare la loro opera all’aperto, sotto il sole cocente oppure anche in ambienti chiusi mal refrigerati. Puntuali gli appelli dei Sindacati a garantire loro condizioni accettabili, pause regolari all’ombra o in vani climatizzati, acqua in quantità sufficienti e se il termometro supera i 35 gradi anche la sospensione temporanea di ogni attività. Si prevengono in tal modo oltre ai colpi di calore anche gli incidenti dovuti alla stanchezza e al calo di concentrazione, dicono gli esperti. In alcuni comparti però bisogna lavorare nonostante l’afa, come ad esempio in quello della ristorazione e dei servizi in spiaggia. Il mare risulta a sua volta surriscaldato. Già in giugno la boa oceanografica della Stazione di biologia marina posta al largo di Pirano aveva registrato 29,9 gradi che in quest periodo potrebbero anche essere superati. Prossimamente, infatti, potrebbe essere battuto il record del luglio 2010, quando furono notificati 30,4 gradi. Più che i picchi massimi quello che preoccupa maggiormente gli esperti è l’ascesa della temperatura media. A soffrirne sono tutti gli abitanti del mare, fauna e flora e di riflesso anche l’uomo perché viene a mancare l’effetto di contenimento del caldo garantito dagli specchi di mare. Sono giorni difficili anche per la Protezione civile e per i Vigili del fuoco. Non passa ora che i loro reparti non vengano messi in allerta per incendi più o meno gravi, che scoppiano nonostante il massimo livello d’allerta imposto nel Litorale, con divieto assoluto di accendere fuochi, usare materiale infiammabile o anche soltanto generare scintille con i propri attrezzi. L’ultimo grave focolaio è stato segnalato ieri dalle alture di Plezzo. Fiamme vengono segnalate anche vicino ai centri abitati, come nei giorni scorsi a Salara, dove il pronto intervento dei pompieri ha scongiurato conseguenze più gravi. Dalle campagne gli agricoltori segnalano situazioni di grave emergenza, con i raccolti di frutta e verdura compromessi in molte zone. Mai come in questi giorni torna d’attualità il sistema di irrigazione diffuso, invece di servire ristrette aree nelle immediate vicinanze dei corsi d’acqua. I sanitari mettono in guardia anche in merito alla qualità dell’aria. Sale la concentrazione oraria di ozono che può irritare le mucose e le vie respiratorie. Si raccomanda pertanto alle persone affette da malattie croniche dell’apparato respiratorio o cardiovascolare di rimanere in ambienti chiusi, dove i livelli di ozono sono generalmente più bassi. Anche alle persone in buona salute viene consigliato di evitare sforzi fisici durante i periodi in cui le concentrazioni risultano elevate.
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