Litorale sloveno: troppi gitanti, scattano restrizioni per spostarsi

Le nuove disposizioni governative impongono di restare nei Comuni di residenza, salvo per motivi di salute o lavoro

Isola deserta durante il fine settimana

Complice il bel tempo, è stato un altro fine settimana all’insegna dell’indisciplina e dell’irresponsabilità quello appena vissuto dalla fascia costiera. In barba a tutti gli appelli, sono stati nuovamente molti i gitanti provenienti dall’interno del Paese. Hanno evitato i centri delle principali località, ma hanno letteralmente preso d’assalto l’entroterra, in particolare i borghi lungo le colline nei Comuni di Capodistria, Isola e Pirano che fungono da punto di partenza per escursioni in natura. Assembramenti sono stati segnalati anche sulle spiagge e in alcuni parchi pubblici. I sindaci hanno ringraziato chi si è attenuto alle indicazioni ed è rimasto a casa, ma hanno avuto parole di dura critica per chi continua invece a infischiarsene degli ammonimenti degli esperti e sorvola sui rischi di una diffusione dell’epidemia di coronavirus. Scene di macchine con targhe di Lubiana, Kranj, Celje, Maribor e altre città slovene, dirette o parcheggiate in riva al mare hanno prodotto il provvedimento del governo temuto e atteso: il divieto di abbandonare il territorio del Comune di residenza fino a nuovo ordine. Eccezioni saranno possibili per motivi di lavoro o per esigenze sanitarie. Ciò causerà inevitabili disagi a chi deve, effettivamente, spostarsi per assistere familiari in difficoltà. Possono aprirsi problemi che il legislatore nemmeno riesce a prevedere, come per i genitori separati che vivono in Comuni diversi e pertanto le autorità esortano a usare il buon senso, tenendo sempre conto che la battaglia principale è la lotta al coronavirus.
Visto l’aumento del numero di contagiati, i responsabili del Ministero della Salute hanno imposto da ieri l’uso obbligatorio della mascherina protettiva per chi si reca in negozi, banche, uffici postali e in altri luoghi pubblici. In mancanza di quelle professionali, quasi introvabili, sono utili anche protezioni d’emergenza come sciarpe o fazzoletti. L’approvvigionamento con generi alimentari non presenta difficoltà e i grandi magazzini sono ben riforniti. Resta in vigore l’appello a non fare scorte esagerate di generi di prima necessità e ad evitare le file nei negozi, se non indispensabile.

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