Litorale sloveno. Oliveti, esclusi danni a causa del freddo rigido

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Litorale sloveno. Oliveti, esclusi danni a causa del freddo rigido
Gli oliveti di Belvedere sopra Isola. Foto AIA

Il recente calo delle temperature, che in alcune zone dell’Istria e del più ampio territorio del Litorale sono scese anche sotto lo zero, secondo le prime valutazioni non dovrebbe aver provocato danni significativi alla maggior parte degli oliveti. È quanto stimano gli esperti della Camera dell’agricoltura e delle foreste della Slovenia (KGZS), sottolineando che le temperature registrate rientrano, per ora, nei limiti di resistenza invernale della maggior parte degli ulivi. Secondo i dati dell’Agenzia nazionale per l’ambiente (Arso), le temperature minime sono state misurate nelle prime ore del mattino dell’8 gennaio. Nel Litorale settentrionale si sono localmente registrati anche meno dieci gradi, mentre nell’area dell’aeroporto di Portorose, sempre lo stesso giorno, si è scesi sino a meno cinque gradi. Alcune zone dell’interno furono oltretutto sferzate da vento forte, neve e pioggia gelata, fattori che possono aumentare il rischio di danni alle piante. Come spiegano al Centro sperimentale per l’olivicoltura e il servizio pubblico di consulenza della Camera dell’agricoltura, attualmente gli ulivi si trovano nella fase di riposo vegetativo invernale, durante la quale i processi metabolici sono rallentati. In questa fase gli alberi risultano più resistenti alle basse temperature rispetto al periodo di crescita attiva. Negli ulivi sani e ben lignificati, brevi esposizioni a temperature intorno ai meno sei gradi non causano di norma danni; anche valori fino a circa meno otto gradi sono generalmente tollerabili, a patto che il meteo rigido non persista a lungo. Periodi più prolungati con temperature intorno ai meno dieci gradi possono invece provocare danni più duraturi. Più sensibili risultano gli alberi giovani e le piante di recente piantumazione, il cui legno non è ancora completamente maturo. In questi casi possono manifestarsi danni ai germogli annuali, imbrunimento o parziale caduta delle foglie e, nei casi più gravi, lesioni della corteccia. La vulnerabilità dipende anche dalle condizioni dell’oliveto, come le zone depresse soggette a gelate, la siccità pregressa, la presenza di malattie o un’eccessiva concimazione azotata in autunno. Gli esperti consigliano pertanto ai produttori di non intervenire con precipitazione dopo il periodo di gelo. Una potatura invernale troppo precoce non è raccomandata, poiché gli effetti reali delle basse temperature diventano spesso visibili soltanto con l’inizio della ripresa vegetativa primaverile. È inoltre sconsigliata una concimazione primaverile abbondante con azoto, che potrebbe ridurre la resistenza delle piante. Una valutazione definitiva relativa a eventuali danni sarà comunque possibile solo nelle prossime settimane, con l’avvio della nuova crescita, concludono gli esperti del Centro sperimentale per l’olivicoltura.

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