Le epigrafi conservano ritagli di storia piranese

Presentata la pubblicazione «Memorie di pietra» di Daniela Paliaga

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Le epigrafi conservano ritagli di storia piranese
Daniela Paliaga Janković e Manuela Rojec. Foto: CI “GIUSEPPE TARTINI

“Verba volant, scripta manent” recita una famosa locuzione latina, per indicare la natura incontrovertibile delle parole scritte, che possono fungere da testimonianza e documento di ciò che è accaduto nel passato. Anche i muri possono parlare, quindi, e ne sa qualcosa Daniela Paliaga Janković che negli ultimi anni si è dedicata allo studio della storia di Pirano attraverso l’epigrafia e le iscrizioni cittadine. La sua ultima pubblicazione “Memorie di pietra”, edita in forma bilingue dalla CAN di Pirano, è stata presentata in Casa Tartini dall’autrice e da Manuela Rojec, vicesindaco del Comune di Pirano, di fronte a un pubblico folto e interessato, tra il quale erano presenti il deputato italiano al Parlamento sloveno Felice Žiža e il presidente dell’Unione Italiana Maurizio Tremul. A fare gli onori di casa con i saluti introduttivi Andrea Bartole e Fulvia Zudič, presidenti della CAN comunale rispettivamente della CI “Giuseppe Tartini”.

Il libro, oltre a collocarsi in linea con le altre pubblicazioni “Per piazze e cortili alla ricerca dell’acqua” (2017), “Storia di un faro” (2019) e “Pirano in tasca” (2020), rappresenta il frutto di un lavoro di quattro anni, nato con le visite guidate svolte nel 2019 proprio nell’ambito delle epigrafi piranesi dislocate in tutta la città. La più antica di queste, che sono in tutto ottantotto, risale al 1291 e si trova murata nell’atrio del Municipio, celebrando la costruzione del primo palazzo comunale e il podestà committente Matteo Manolesso, testimoniando anche la presenza di un ordinamento cittadino all’interno della Repubblica di Venezia. La scritta è in latino, come circa la metà delle epigrafi ritrovate, il resto sono in italiano o bilingue italiano-sloveno, un paio in sloveno e una in croato.
Molte delle iscrizioni sono collocate in posizioni non facilmente percepibili dai passanti, alcune sono state messe in salvo in depositi sicuri e altre sono state erose dal sole o dalla salsedine, mentre molte altre sono collocate in luoghi pubblici, lungo le vie principali, in piazza o nelle pareti dei più noti palazzi. Daniela Paliaga Janković ha voluto interrogarle tutte, da quelle celebrative, votive, edificatorie sino a quelle funebri, per raccontare settecento e passa anni di storia piranese attraverso testimonianze tanto tangibili quanto silenziate. L’iscrizione più recente risale al 2004 e si tratta di una commemorazione “come monito” della tragedia di Sicciole del 1946, che causò la morte di due giovani pompieri volontari. L’ultima epigrafe monolingue italiana è del 1948 e si trova in piazza Tartini, sotto il lungo ballatoio di quella che fu la “Casa del popolo”. È dedicata “A tutti gli eroici compagni caduti per dare al popolo libertà, pace e lavoro” durante la Seconda guerra mondiale e testimonia che Pirano venne liberata dai partigiani italiani e non da quelli sloveni. I partecipanti alla presentazione del libro hanno potuto vederla di persona, durante la breve visita guidata che la Paliaga Janković ha condotto in piazza Tarini, nella quale si è soffermata sulle iscrizioni del Tribunale, della Chiesa di San Pietro, di Casa Tartini e sui pili monolitici dedicati a San Marco e a San Giorgio. L’autrice, rovignese di nascita e piranese di adozione, ha voluto sottolineare non soltanto la ricchezza linguistica della città ma anche l’importanza di preservare e ricordare una storia che, con l’esodo del 90 per cento della popolazione di lingua italiana in seguito alla Seconda guerra mondiale, ha subito un’inversione di rotta e rischia di essere dimenticata. Grazie al sodalizio “Giuseppe Tartini” e alla CAN di Pirano, prossimamente saranno organizzate altre visite guidate sulle tracce di queste epigrafi, queste testimonianze e questa memoria.

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