“Sotto sal o marinadi”, i veri protagonisti del quinto appuntamento con la “Cucina delle saline”, sono stati i “sardoni”. Gli incontri, frutto d’approfondita ricerca del territorio, raccontano di volta in volta preparazione e presentazione dei piatti legati al vivere nell’unicum piranese. Il tradizionale povero che riporta in auge antichi sapori da riscoprire, ha toccato per l’occasione la suggestiva location del Parco naturale di Strugnano. Nell’ambito della sesta edizione di ben più ampia eco, il progetto in sé valorizza, mantiene e divulga l’inestimabile patrimonio culturale del sale nelle diversificate sfaccettature. Dopo spuntini a base di erbe aromatico-selvatiche, pane in crosta cristallina, minestre povere e “marenda salinaia”, l’appuntamento di mercoledì pomeriggio ha portato nel piatto “sua maestà el sardòn”. L’allestito di sarde e alici in oro bianco o marinate, sapientemente preparate da Gianfranco Giassi dell’omonima azienda agricola, ha esposto i vecchi metodi di lavorazione del prodotto. “Un tòco de pan e do sardòni, chi se lo dismentiga”, il conservato sotto sale di rara produzione casereccia oggi, prolungava la durata del pescato a sfamare famiglie anche nei giorni di magra. Certosino lavoro di pulitura del minuto pesce, i fortunati adagiavano i filetti in contenitori tra strati di sale. Ricoperti con olio d’oliva a preservarne gusto e principi nutritivi, in pochi come Giassi portano avanti questa tradizione. L’incontro è stato arricchito dagli attivisti della “Famea dei salineri”, il gruppo etnografico della Comunità degli Italiani “Giuseppe Tartini” di Pirano, che hanno allestito i giochi di una volta, preceduti dagli interventi del direttore del Parco di Strugnano, Marko Starman, che ha presentato la zona protetta dalla sua fondazione allo sviluppo attuale, nonché da Brina Knez, guardia ambientale di ruolo, che ha approfondito nella visita guidata le specificità dell’habitat dalle saline di Strugnano. A loro si sono aggiunti i saluti dei promotori Andrea Bartole e Fulvia Zudič, presidenti della CAN di Pirano rispettivamente della CI “Giuseppe Tartini” e Maja Bjelica a rappresentare il Centro di ricerche scientifiche (ZRS) di Capodistria. Promosso inoltre dal Museo del mare “Sergej Mašera”, dall’Istituto per la tutela dei beni culturali, dal Parco naturale delle Saline di Sicciole e società “Soline” e altri enti, grazie al patrocinio della municipalità di Pirano e dell’Unione Italiana, ad allietare nell’intrattenimento di contorno, l’Associazione “Muzofil” ha intonato le “Cantade musofile”, un collettivo di brani patrimonio locale, caratteristico della regione litoranea che ha coinvolto nel convivio con “Andemo a Servola” e gli immancabili “La mula de Parenzo” e “El vin de tera”. A chiudere l’edizione 2026, la “Cucina delle saline” attende tutti nello spazio espositivo della Galleria Monfort (ex magazzino del sale) di Portorose, il prossimo 8 ottobre.

Foto: CI PIRANO
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