Istria, alcune aree rischiano di scomparire

Una ricerca condotta al Dipartimento di geografia della Facoltà di studi umanistici pone l’accento sull’innalzamento del livello del mare nei prossimi decenni

Pompieri in azione a Pirano

Con l’aumento previsto del livello del mare, nei prossimi decenni saranno a rischio circa 1.200 ettari di terreni nell’Istria settentrionale e 3.800 persone sarebbero in pericolo. Inoltre, dovremo affrontare inondazioni annuali e alcuni parchi naturali potrebbero almeno parzialmente scomparire. Lo rileva una ricerca condotta dal Dipartimento di geografia presso la Facoltà di studi umanistici a Capodistria. Le maree più alte con le conseguenti inondazioni delle parti più basse della terraferma lungo la costa istriana si verificano più volte all’anno, mentre l’acqua alta si presenta ciclicamente e in modo sempre più marcato. Tra il 1961 e il 2015 si sono verificate da otto a un massimo di una trentina di inondazioni all’anno e nell’intero periodo di misurazione il livello del mare ha superato quello di inondazione di ben 482 centimetri. Il livello più alto misurato è stato il 25 novembre 1969, quando ha superato il valore medio di 176 centimetri e il livello dell’acqua era di 394 centimetri. Il monitoraggio del livello del mare in Slovenia, inoltre, indica un aumento di 10 centimetri negli ultimi cinquant’anni o di 1,7 millimetri all’anno, mentre negli ultimi vent’anni l’aumento è addirittura superiore alla media europea e mondiale, avvertono i ricercatori Gregor Kovačič e Valentina Brečko Grubar nel resoconto riassunto all’agenzia stampa STA. Secondo gli scienziati delle Associazioni naturalistiche intergovernative, si prevede che il livello del mare degli oceani nel mondo aumenterà fino a 100 centimetri entro il 2100 e in ogni caso non meno di 50 centimetri. Per la fascia costiera nel Capodistriano una simile eventualità significherebbe la perdita di 700 ettari di terreni. Le saline di Strugnano e di Sicciole, nonché alcuni edifici a Pirano subirebbero allagamenti in misura maggiore. Il livello medio della marea sarebbe simile a quello che si riscontra oggi con le inondazioni di ampia portata. Le zone residenziali più basse sarebbero in serio pericolo. L’emergenza riguarderebbe l’area del Porto e della Bonifica a Capodistria, che si estenderebbe fino agli insediamenti di Olmo e Salara lungo il fiume Cornalunga. A rischio anche la parte costiera di Isola, mentre a Strugnano includerebbe le aree della riserva naturale, nonché la “stiusa” e la parte inferiore dell’abitato. L’innalzamento del mare causerebbe i maggiori problemi a Pirano, dove gran parte della città vecchia sarebbe allagata. Nella zona di San Bernardino e Portorose le spiagge finirebbero sott’acqua, a Santa Lucia anche alcuni rioni residenziali. Le saline di Sicciole e le loro immediate vicinanze sarebbero completamente distrutte. Da qui la necessità di correre ai ripari, almeno dove possibile, innalzando gli argini e proteggendo meglio dall’alta marea le darsene e l’area lungomare.

Acqua alta lungo la riva a Isola

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