Il primo appuntamento culturale della Comunità degli Italiani “Pasquale Besenghi degli Ughi” lo si è avuto mercoledì sera con l’inaugurazione della mostra collettiva del gruppo “La Macia”, ospitata per il quarto anno consecutivo nelle sale del Centro intergenerazionale di Isola. Per l’occasione, le pareti si sono trasformate nel racconto di paesaggi, onde, vecchi casolari e luce, trasportando il pubblico in una passeggiata immaginaria tra il mare e l’entroterra dell’Istria. Quella tra il Centro e il sodalizio è una collaborazione ormai consolidata, che rappresenta l’occasione per animare e colorare gli spazi della struttura e, allo stesso tempo, per offrire maggiore visibilità al gruppo artistico e alla Comunità Nazionale Italiana. La serata si è aperta con i saluti di Lijana Trontelj, direttrice del Centro, nonché di Robi Štule, presidente della CI “Besenghi”, che hanno sottolineato il valore dell’incontro, fondato sulla condivisione, sulle relazioni e sull’amore per la cultura. Oltre agli utenti del Centro, alle artiste e altre mentori dei gruppi culturali del sodalizio, presente tra il pubblico anche il deputato al seggio specifico CNI al Parlamento sloveno, Felice Ziza. A inaugurare ufficialmente la mostra è stato il mentore Ivan Rocco, che ha sottolineato come il gruppo “La Macia” sia composto da donne che da anni si incontrano con costanza e passione, condividendo il piacere del disegno e della pittura, in un clima di confronto, crescita e amicizia. Questa mostra riveste per il gruppo un significato particolarmente intenso, poiché è dedicata alla memoria di Lilia Macchi, corsista venuta a mancare troppo presto, che ha lasciato un grande vuoto umano e artistico. Al centro dell’esposizione trova spazio il suo ultimo quadro, una presenza silenziosa ma carica di delicatezza e di emozione, a testimonianza di un ricordo che continua a vivere attraverso l’arte. Le altre opere esposte, realizzate da settembre 2025, ruotano attorno al tema dell’impressionismo istriano. “Un percorso”, ha ricordato il mentore, “fatto di luce, colori, scorci del territorio ed emozioni personali, che raccontano questa terra con gli occhi e il cuore di chi la vive ogni giorno”. Le pennellate sono visibili, i tocchi sono brevi e frammentati, restituendo un’impressione immediata della scena, mentre il disegno si sviluppa senza una traccia rigida, seguendo invece l’evoluzione dei colori dal buio alla luce. Se solitamente il filo che unisce il lavoro del gruppo è il soggetto, interpretato liberamente da ciascuna artista, questa volta a unire le “Macie” sono stati anche la tecnica e il percorso creativo che hanno portato alla realizzazione delle opere. Il lavoro, infatti, è partito dallo studio in bianco e nero, proseguendo con le sperimentazioni a colori sul foglio, per arrivare infine al risultato sulla tela. La ricerca è ruotata attorno all’uso di pochi colori: i tre primari, il bianco, il nero e un colore neutro, dando vita a sorta di provocazione creativa volta a comprendere le infinite possibilità del loro mescolamento. Le opere esposte portano la firma di Klara Antolovič, Anna Maria Babič, Loredana Bertok, Roza Čadež, Eda Ček, Nivea Kofol, Patrizia Korošec, Lavra Matkovič, Lilja Pavlič Hodžić, Mariangela Pizziolo, Silvana Rebula e Blaženka Rocco e potranno essere visitate sino al mese di febbraio.


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