Isola. «Concerto di primavera»: viaggio tra suoni e radici

Tradizione corale promossa dalla CI «Pasquale Besenghi degli Ughi»

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Isola. «Concerto di primavera»:  viaggio tra suoni e radici
Foto AIA

Un vero poker linguistico-dialettale ha esaltato la tradizione corale in occasione del XXXII “Concerto di primavera”. L’appuntamento promosso dalla Comunità degli Italiani “Pasquale Besenghi degli Ughi” di Isola – andato in scena sabato al teatro cittadino – ha portato sul palco un susseguirsi di gruppi vocali. A fare gli onori di casa il coro misto “Haliaetum” che ha voluto invitare la corale “Pietro Mascagni” dell’Associazione degli Italiani di Banja Luka, il gruppo vocale femminile del sodalizio “Arnold Tovornik” di Selnica ob Dravi e l’ensemble vocale e strumentale “Moja mati kuha kafe” dell’Associazione culturale “France Bevk” di Monte di Capodistria. Nell’occasione è stato sottolineato come “la musica, linguaggio universale, ci accomuna nella voglia di cantare insieme, mantenere vive le nostre radici e continuare a tramandare un patrimonio sonoro che rappresenta le distinte identità”. Un omaggio condiviso anche dagli ospiti che hanno valorizzato autori, compositori e parolieri del ricco capitale linguistico istriano. La scaletta, prevalentemente di carattere popolare, ha dato vita a una serata variegata e coinvolgente distinguendosi dai più consueti appuntamenti a tema sacro. Unanime il pubblico in sala nel decretare il pieno successo d’evento, rimarcandone il forte valore divulgativo di radici condivise. Anno dopo anno, la CI “Besenghi” continua a promulgare con passione e professionalità l’incontro tra cantori di varia provenienza consolidando la rete di contatti, scambi e gemellaggi. Il coro “Haliaetum”, diretto da Nicola Štule, ha affinato brani della tradizione istroveneta regalando “La buona sera”, “Però mi vuole bene” e “Signore delle cime”. L’ensemble di Monte di Capodistria ha portato in scena voci, racconti e strumenti della ruralità nell’omaggio all’istroveneto con “La mula de Parenzo” proposto tra gli altri dal gruppo autodefinitosi come l’Istria: “un misiòto de culture dove ogiun parlava el suo ma se gavemo sempre capìdo duti”. La corale “Pietro Mascagni” di Banja Luka diretta da Tamara Jovičić, ha espresso con eleganza e intensità le proprie radici friulano-venete eseguendo brani da “Molighe el fil” a “In mezzo al mar”, con il desiderio di far giungere la propria voce fino alla vicina madrepatria italiana. Grande impatto anche per le vocalist di Selnica ob Dravi. Dirette dal maestro Nicola Štule, che in soli quattro mesi ha costruito un repertorio solido e appassionato anche in lingua italiana, spaziando da “Santa Lucia” a “La montanara”, l’esecuzione curata e coinvolgente ha conquistato il pubblico fino a ottenere un caloroso bis. Sostenuto dalle CAN comunale e Costiera, Unione Italiana, municipalità di Isola e dal Ministero della Cultura, il “Concerto di primavera 2026” ha offerto un ricco intreccio di sonorità legate alla tradizione del bel canto. La serata si è conclusa a Palazzo Manzioli con i saluti agli ospiti del presidente di sodalizio, Robi Štule, in un momento conviviale che ha celebrato l’autenticità e il valore di uno degli appuntamenti più significativi della Comunità. Un’occasione preziosa per rafforzare legami di amicizia e custodire emozioni di radici destinate a rimanere nel tempo.

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