Isola. «Canto di Natale» della CI «Dante Alighieri»

Alla Casa di cultura la suggestiva rilettura corale di Dickens, mentre al Manzioli spicca il presepe

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Isola. «Canto di Natale» della CI «Dante Alighieri»
Un grande spettacolo comunitario. Foto AIA

Tra le innumerevoli riletture del “Canto di Natale” di Charles Dickens, cinematografiche, teatrali, radiofoniche e a fumetti, a Isola mancava, forse, solo una versione profondamente legata al territorio. A colmare questa lacuna è stata la Comunità degli Italiani “Dante Alighieri”, che per le festività ha proposto lo spettacolo corale andato in scena sabato presso la Casa di cultura di Isola. Pubblicato nel dicembre 1843, il racconto di Dickens denuncia l’egoismo e l’indifferenza della società, raccontando il Natale come tempo di generosità, responsabilità sociale e attenzione verso i più deboli. Un messaggio che, a distanza di oltre un secolo e mezzo, continua a rinnovarsi. Proprio questa attualità ha ispirato l’adattamento firmato da Massimo Seppi, che ha trasportato la vicenda di Scrooge dai vicoli della Londra vittoriana a un’Isola invernale e immaginosa. Con un linguaggio contemporaneo, ironico e coinvolgente, la trasformazione del protagonista da uomo cinico a empatico interroga ciascun spettatore, offrendo una riflessione su una società che rischia di smarrire il senso della comunità e della solidarietà. Lo spettacolo, concepito come una grande opera corale su intuizione del presidente della Comunità Michele Fatigato, ha coinvolto circa cinquanta persone sul palco.

Una scena dello spettacolo. Foto AIA

Il Gruppo Teatro Dante, diretto da Seppi, con lo stesso Fatigato affiancato da Danijel Konestabo, Marina de Miro, Eleonora Cvetkovič, Micaela Zaza ed Ellen Delaš. Accanto a loro hanno contribuito il corpo di ballo diretto dalla maestra Ingrid Gregorič, il gruppo dei cantanti del sodalizio e il coro “Piccolo Arcobaleno Isolano” coordinati da Evelin Zonta con la collaborazione di Vanja Bolčič, la classe di pianoforte di Gregor Kalister, la classe di chitarra e il gruppo musicale The Diplomatici, composto da Marko Cvetkovič, Anna Francesconi, Savo Kralj, Gaetano Paparella e Massimo Seppi, preparati da Savo Kralj.

Preziosa anche la partecipazione del coro e del gruppo teatrale della scuola elementare “Pier Paolo Vergerio il Vecchio” di Capodistria, orchestrati da Chiarastella Fatigato. Come ha sottolineato il presidente del sodalizio, lo spettacolo è stato non solo un evento culturale, ma anche un’occasione concreta per “creare comunità nella comunità”, che alla fine dell’esibizione si è riunita per la tradizionale serata sociale. Accanto al teatro, la CI “Dante Alighieri” ha celebrato anche l’origine più autentica del Natale con il presepe allestito a Palazzo Manzioli, ideato e realizzato dall’architetta e insegnante Chiarastella Fatigato.

Giunto alla sua quarta edizione e inaugurato con la benedizione del parroco Janez Kobal, il presepe unisce la tradizione italiana con l’identità isolana.
La nascita di Gesù è ambientata tra le bianche scogliere sotto il Belvedere, in una notte d’inverno segnata dalla bora e dal mare agitato, mentre la città di Isola si sviluppa verticalmente sullo sfondo, con i suoi edifici più iconici.

Pensato come un percorso visivo in divenire, il presepe cambia prospettiva a seconda del punto di osservazione, accompagnando il visitatore in una sorta di passeggiata narrativa. Il messaggio centrale rimane lo stesso e parla a credenti e non credenti: anche dalla semplicità possono nascere incontri, speranza e solidarietà. Realizzato con materiali poveri e con sensibilità artistica, il presepe rappresenta per l’autrice un’esperienza profondamente emotiva, capace di evocare ricordi d’infanzia e il calore delle feste per trasmetterli a tutta la comunità.

Il presepe a Palazzo Manzioli. Foto AIA

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