Sono serviti quasi quattro anni di preparativi, innumerevoli ore passate ad armonizzare le varie bozze, disamine preliminari a vari livelli e continui solleciti ai sindaci e alle istituzioni da parte della Comunità autogestita costiera della nazionalità e del deputato al Parlamento sloveno, Felice Ziza. È stato questo il tormentato percorso affrontato dal decreto sul bilinguismo, approvato in testo unico dai quattro Comuni costieri. L’ultimo atto ha riguardato giovedì pomeriggio il Consiglio comunale di Isola, l’unico che ha ritenuto di dover discutere il documento in due letture. Gli altri massimi organismi municipali di Capodistria, Pirano e Ancarano lo avevano licenziato con procedura abbreviata e una sola votazione alla fine dello scorso anno. Non vi era altra via d’uscita, è stata la spiegazione dei vertici dell’Amministrazione, se si voleva rispettare lo Statuto comunale. Ad illustrare ancora una volta il decreto è stato Alberto Scheriani, presidente della CAN Costiera, ponendo l’accento sull’importanza che riveste per la Comunità Nazionale Italiana e l’affermazione della lingua italiana nei territori nazionalmente misti. Si è detto certo che le disposizioni fungeranno da adeguata base giuridica per la coerente applicazione del bilinguismo visivo e scritto. L’Ispettorato intercomunale che è competente per i controlli potrà far applicare in tutta la fascia costiera chiari obblighi per persone giuridiche che gestiscono esercizi di vario genere, che espongono insegne o cartelli, troppo spesso risultati privi di iscrizione bilingue, con diciture errate o con le scritte in italiano riportate a caratteri più piccoli rispetto a quelle slovene. Dovranno poi riferire annualmente in Consiglio comunale sui provvedimenti adottati. Un ringraziamento alla CAN Costiera per il suo incessante lavoro di preparazione e armonizzazione del decreto è giunto dal sindaco Milan Bogatič, nonché da Marko Gregorič, consigliere e presidente della Commissione comunale per la nazionalità italiana. Quest’ultimo ha rilevato ancora che il documento non è un punto d’arrivo, ma bensì di partenza, passibile in futuro di modifiche e implementazioni. Auspicata ancora l’assunzione di ispettori specializzati per le questioni del bilinguismo. Nei loro interventi gli altri membri del Consiglio municipale non si sono soffermati sui contenuti del decreto, ma piuttosto sulla sua applicazione pratica, con particolare riferimento alle zone non bilingui del Comune di Isola. È stata posta in rilievo la necessità di aumentare le competenze linguistiche degli alunni che completano la scuola elementare. Il primo cittadino ha informato i presenti che Isola ha aderito al progetto per introdurre, a campione, l’insegnamento dell’italiano già negli asili sloveni. Molti anche i richiami a frenare il fenomeno che porta la lingua italiana a scomparire dalle nostre vie e piazze. I quattro Comuni istriani sono tenuti ora a far pubblicare contemporaneamente il decreto sulla Gazzetta ufficiale per farlo entrare quanto prima in vigore.

Alberto Scheriani con a fianco i consiglieri italiani Agnese Babic e Marko Gregoric.
Foto AIA

Tutti i diritti riservati. La riproduzione, anche parziale, è possibile soltanto dietro autorizzazione dell’editore.

L’utente, previa registrazione, avrà la possibilità di commentare i contenuti proposti sul sito dell’Editore, ma dovrà farlo usando un linguaggio rispettoso della persona e del diritto alla diversa opinione, evitando espressioni offensive e ingiuriose, affinché la comunicazione sia, in quanto a contenuto e forma, civile.