Pirano, le targhe storiche finiscono nel mirino del Ministero

Contestata l’assenza della dicitura slovena: entro un mese la richiesta di sostituzione o rimozione.

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Pirano, le targhe storiche finiscono nel mirino del Ministero
Una delle tabelle incriminate. Foto AIA

La municipalità di Pirano dovrà intervenire sulle targhe con gli odonimi storici affisse nelle principali vie e calli del centro, in alcuni casi da oltre vent’anni. Dopo Capodistria, anche Pirano è finita nel mirino degli ispettori ministeriali: la richiesta, avanzata dall’Ispettorato del Ministero della Cultura, contesta l’assenza della dicitura slovena, ritenuta necessaria ai fini della corretta compilazione.

La notizia è emersa a margine dell’ultima seduta della CAN locale, nel corso della quale i consiglieri hanno espresso soddisfazione per la proposta di Bilancio comunale 2026 che prevede 410mila euro a favore della Comunità Nazionale Italiana.

Pirano fu il primo Comune di questa parte dell’Istria a introdurre gli antichi toponimi, frutto di un’attenta e scrupolosa ricerca storica, collocandoli accanto a quelli ufficiali senza mai sostituirli. Le targhe, all’epoca, avevano ottenuto un ampio consenso, anche per la scelta grafica che richiamava gli smerli rovesciati delle antiche mura.

Ora, però, la municipalità si vede contestare proprio quell’impostazione visiva e linguistica. Come rilevato nella seduta del Consiglio della CAN, il rischio è di dover procedere in tempi stretti, seguendo un copione simile a quello già imposto a Capodistria per le stesse tipologie di targhe.

Secondo il vicesindaco Christian Poletti, esponente della CNI, “il Ministero ha chiesto chiarimenti direttamente alla municipalità, volendo comprendere la posizione dell’Amministrazione, che aveva già tentato di spiegare tramite i propri legali – su basi giuridiche solide – che si tratta di toponimi recuperati dalla tradizione di calli, vie e luoghi tipici del territorio”.

Un argomento che non ha però convinto l’Ufficio per la lingua slovena del Ministero. Ritenendo gli odonimi in questione “una lingua non ufficiale”, l’Ispettorato ha intimato la sostituzione delle targhe entro un mese, con la prospettiva – qualora ciò non fosse possibile – della loro “definitiva rimozione”.

La questione sarà ora affrontata dai vertici comunali con l’obiettivo di individuare una possibile via d’uscita. Nel frattempo, il vicesindaco Poletti rivendica l’imponente lavoro di ricerca condotto vent’anni fa da esperti e storici, un lavoro che allora – e per molti anni dopo – aveva raccolto l’apprezzamento unanime. Un sostegno, ricorda Poletti, condiviso anche dall’attuale sindaco Andrej Korenika, da sempre sensibile al valore patrimoniale, materiale e immateriale, del Comune.

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