Il Collegio dei Nobili tra storia e cultura

Una festa bis per la nuova veste della struttura scolastica

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Il Collegio dei Nobili tra storia e cultura
Il coro della scuola elementare. Foto: Mariangela Pizziolo

Dopo il restauro e la solenne inaugurazione di metà settembre, alla presenza dei Capi di Stato di Italia e Slovenia, Sergio Mattarella rispettivamente Nataša Pirc Musar, lo storico Collegio dei Nobili di Capodistria ha aperto nuovamente le sue porte, questa volta per una festa dedicata agli studenti, agli insegnanti e all’intera cittadinanza. Nella palestra dell’edificio rinnovato si sono riuniti protagonisti del mondo scolastico di ieri e di oggi e rappresentanti della comunità, per rendere omaggio al primo istituto di istruzione della città, attivo dal 1612. Le presidi Selma Širca del ginnasio “Gian Rinaldo Carli” e Helena Maglica della scuola elementare “Pier Paolo Vergerio il Vecchio” hanno sottolineato l’importanza di questo secondo momento celebrativo. Maglica ha ribadito con emozione il valore del ritorno nella sede storica, in cui le aule luminose, dotate di mezzi didattici all’avanguardia e di un personale preparato, rappresentano un investimento sul futuro dei ragazzi. Širca ha rimarcato il significato culturale del restauro, sottolineando che il Collegio rappresentava un simbolo di arte, cultura e identità di Capodistria. Ha ricordato che l’edificio ospita una biblioteca con 19.000 volumi, un museo didattico con strumenti e reperti, un’aula magna con arredi storici e aule dedicate a grandi personalità istriane, a testimonianza del legame tra memoria e avvenire. Il programma culturale dell’evento, presentato da Lorella Flego, ha messo in luce anche il valore immateriale dell’istituto. “Qui non si celebra soltanto un edificio, ma la storia e la cultura di una città che attraverso questa scuola ha plasmato generazioni”. Il sindaco di Capodistria, Aleš Bržan ha verbalizzato l’orgoglio della comunità tutta. “È impossibile varcare la soglia di questo palazzo senza percepire lo spirito del sapere e il rispetto per la conoscenza che da secoli vi dimorano”. Ha poi rivolto un augurio agli alunni, sottolineando come il passato di scienza e istruzione debba riversarsi su di loro, invitandoli a scrivere nuove pagine. Sono seguiti numerosi interventi istituzionali, dal segretario di Stato all’Istruzione Andrej Sotošek, al deputato della CNI al Parlamento sloveno, Felice Ziza, il quale ha ricordato l’impegno assunto nel 2018 per garantire i finanziamenti, ringraziando i governi che si sono succeduti e il Comune di Capodistria, nonché Alberto Scheriani, presidente della CAN Costiera che, con occhio da preside, ha saputo cogliere l’armonia dell’edificio tra antico e moderno. È intervenuta anche Roberta Vincoletto, presidente della CAN di Capodistria, che ha evidenziato il “privilegio di far parte di una tradizione secolare che promuove valori di rispetto, convivenza e solidarietà”. Il numeroso pubblico, tra il quale era presente anche il presidente dell’Unione Italiana, Maurizio Tremul, ha potuto omaggiare i veri protagonisti dell’evento, ovvero alunni e studenti. Julija al flauto e Jan al violoncello hanno proposto delle esibizioni musicali, seguiti dal coro della SE “Vergerio”. Maja e Davide, del ginnasio “Carli”, hanno raccontato la storia del Collegio: quattro secoli tra Venezia e l’Impero austro-ungarico, tra guerre, fascismo e resistenza culturale, dall’esperienza jugoslava fino al presente, dove l’insegnamento dell’italiano continua a formare cittadini consapevoli con “un piede piantato nel solido passato e l’altro proteso al futuro”. Si sono esibiti anche ex-studenti, oggi affermati nel panorama musicale, come Manuel Šavron e Rok Kleva Ivančič. Un’altra performance degli alunni ha ricordato le grandi personalità passate dai banchi del Collegio: dall’archeologo Pietro Kandler al violinista Giuseppe Tartini, dall’enciclopedista Gian Rinaldo Carli allo scrittore Fulvio Tomizza, fino al cronista Tito Stagno e molti altri. Un ricordo speciale è stato dedicato anche alle prime donne che hanno frequentato il ginnasio. La cerimonia si è conclusa con una coreografia e un canto corale, prima che il pubblico avesse la possibilità di visitare le aule restaurate.

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