Finanziamenti e quadri: il futuro è un’incognita

Il Comitato di programma in riunione

CAPODISTRIA | Riunione ieri del Comitato per i programmi italiani di Radio e TV Capodistria, guidata dal presidente, Alberto Scheriani. Alla presenza del direttore generale della RTV di Slovenia, Igor Kadunc, è stata esaminata la realizzazione dei programmi nei primi mesi del 2019 e i progetti per il prossimo anno.
L’introduzione è stata di Antonio Rocco, vicedirettore generale con delega per i programmi italiani. Riferendosi a quanto fatto finora dalle redazioni, ha rilevato che sono stati realizzati tutti i programmi previsti, nonostante le incertezze finanziarie e l’ormai cronica mancanza di quadri. Le trasmissioni realizzate, non senza difficoltà, sono risultate ugualmente di qualità, grazie all’impegno di tutti i dipendenti. Rivolgendo lo sguardo al futuro, ha auspicato una soluzione organica degli eterni problemi delle due emittenti destinati alla Comunità Nazionale Italiana.

Collaborazione con la RAI

Il redattore responsabile di Radio Capodistria, Aljoša Curavič, ha sottolineato come il lavoro svolto ricalchi quello impostato con il palinsesto dell’autunno scorso. Si è riusciti a realizzare tutte le trasmissioni concordate. Sono proseguite le sinergie tra le redazioni, che hanno coperto i buchi negli organici. Di rilievo le collaborazioni con la RAI di Trieste e Radio Pola, nonché quella con la Comunità italofona, che frutterà nuovi appuntamenti radiofonici. Per i più giovani si è rivelato l’appuntamento con l’ecologia e l’ARPA del Friuli Venezia Giulia. Riferendosi al 70.esimo di Radio Capodistria ha definito un successo la Giornata delle porte aperte e ricordato che i festeggiamenti culmineranno domani, sabato, con il concerto di Vinicio Capossela al Teatro di Capodistria nell’ambito del Festival del Litorale.

I posti di lavoro persi

Ambedue i programmi italiani sono tornati a denunciare la mancanza di un turn-over che consenta di rimpiazzare almeno chi va in pensione. Negli ultimi anni sono andati persi nove posti di lavoro e non vi sono più margini di manovra. Il problema è stato riconosciuto dal direttore generale, Igor Kadunc. Alle razionalizzazioni degli anni passati Capodistria ha contribuito sensibilmente e non sono possibili altri tagli. La situazione finanziaria dell’Ente è però tale da richiedere altri sacrifici sempre che, come rilevato, il governo non venga in aiuto della RTV nazionale con un aumento del canone o con sovvenzioni aggiuntive. Kadunc ha ringraziato per il costante impegno a sollecitare l’intervento dello Stato profuso dal deputato, Felice Žiža e dalla CAN costiera.

Nel segno della continuità

Il Comitato ha preso poi in esame le linee guida per il piano di produzione 2020. Sono state giudicate valide e giustamente ambiziose, pur tenendo conto delle incognite che il prossimo anno può portare in campo finanziario e delle risorse umane. I palinsesti radiofonici non subiranno contrazioni, nemmeno per il notturno, si procederà nel segno della continuità, cercando nuovi contenuti, potenziando la presenza sulle piattaforme informatiche e i social. Queste hanno portato a un consistente aumento dell’ascolto dei contenuti radiofonici e fatto da traino alle trasmissioni, messe in onda in modo classico. Saranno mantenute le importanti collaborazioni esterne, compresa quella con la prestigiosa Radio Vaticana per i programmi religiosi della domenica.

Fondamentale il satellite

L’emittente televisiva sarà costretta a rinunciare al programma per le scuole, ma manterrà tutti gli altri contenuti. Tra i desideri una maggiore presenza di contributi sulla TV nazionale slovena per avvicinare le tematiche della Comunità italiana alla maggioranza. Da trasformare in contenitore domenicale “Istria e dintorni”, una delle trasmissioni più seguite in assoluto. Rammarico, infine, per la limitazione nell’acquisizione dei diritti per documentari e cronache sportive. Quest’ultime perdono da giugno Sergio Tavčar, un protagonista assoluto della storia di TV Capodistria, che ha maturato i termini per il pensionamento. Ambedue i redattori responsabili e il vicedirettore Rocco, hanno definito la presenza sul satellite come fondamentale e non completamente sostituibile da sistemi di trasmissione alternativi. Purtroppo le prospettive non sono buone poiché potrebbero venir meno i finanziamenti dall’Italia. Il presidente Scheriani, prima di mettere al voto l’approvazione dei piani di lavoro, ha espresso rammarico per la fine della trasmissione televisiva sulle scuole. Ha confermato, inoltre, i costanti contatti con il governo sloveno, resi possibili dal deputato Felice Žiža, per cercare soluzioni adeguate ai problemi della RTV di Capodistria.

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