Festa dell’emigrante: isolani ospiti a Tarzo

Tassello dei rapporti con la CI «Besenghi»

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Festa dell’emigrante: isolani ospiti a Tarzo
Il raduno a Fratta di Tarzo. Foto: CI BESENGHI

Nell’ambito della collaborazione tra la Comunità degli Italiani “Pasquale Besenghi degli Ughi” di Isola e la località di Tarzo, in provincia di Treviso, un gruppo di connazionali isolani, guidati dal presidente Robi Štule, ha partecipato alla “Festa dell’emigrante” che ormai da 48 anni si svolge a Fratta di Tarzo, una delle frazioni della zona maggiormente interessate dal fenomeno dell’emigrazione. Sino al 3 agosto si sono ripetute le iniziative culturali, sportive e d’intrattenimento che fanno rivivere i borghi del Trevigiano con il ritorno degli emigrati in tutto il mondo, accompagnati da figli e nipoti nati e vissuti all’estero, ma che desiderano conoscere le origini delle rispettive famiglie. Ad accogliere calorosamente gli isolani la locale Pro Loco, diretta da Luciano Piaia, nonché il sindaco di Tarzo, Gianangelo Bof che nel suo intervento ha ricordato come la Festa è un momento di incontro ma anche di profonda riflessione sulle radici, sui sacrifici e sulle speranze di intere generazioni, partite in cerca di una vita migliore. Un cenno di saluto è stato porto anche dal presidente del sodalizio isolano, Robi Štule che si è soffermato sulla storia delle terre istriane e dell’impegno quotidiano degli italiani qui rimasti per mantenere viva la loro identità. Assieme alle altre autorità ha poi partecipato all’omaggio al monumento all’Emigrante, alla presenza dei labari delle sezioni dei “Trevisani nel Mondo”, compreso quello del Brasile, dove dopo 150 anni di emigrazioni, la Comunità italiana conta circa 4 milioni di persone. Una messa solenne ha accompagnato l’ultima giornata festiva, con il contributo della Corale dei Laghi, complesso con cui gli isolani del coro “Haliaetum” intrattengono proficui rapporti di collaborazione. Della parte culturale ha fatto parte anche l’esposizione dei “Cortili dell’Arte” con i lavori di 80 artisti esposti nelle fattorie del luogo.

Le autorità al monumento dell’Emigrante.
Foto: CI BESENGHI

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