Coviello. Esperienza caratterizzata da inclusività e autenticità

Al Manzioli il commiato del Console generale d’Italia alla presenza dell’Ambasciatore Cavagna e altre autorità, nonché esponenti CNI che hanno avuto parole di apprezzamento per il suo operato

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Coviello. Esperienza  caratterizzata  da inclusività  e autenticità
Il console Coviello esprime i suoi ringraziamenti. Foto AIA

Il concerto a Palazzo Manzioli ha suggellato, sabato sera, l’incontro di commiato del Console generale d’Italia a Capodistria, Giovanni Coviello. Una serata segnata da emozioni e ricordi dei quattro anni di durata del mandato, che ha visto riunite autorità slovene e italiane, tra le quali l’Ambasciatore italiano a Lubiana Giuseppe Cavagna, rappresentanti della Comunità Nazionale Italiana e numerosi cittadini. “Quando arrivai, sapevo di trovarmi in una terra speciale, ricca di storia e di cultura intrecciata fra Italia e Slovenia. Non immaginavo, però, quanto questa esperienza avrebbe arricchito la mia vita. Ho imparato a conoscere l’anima di questo luogo, ho costruito relazioni autentiche e ho trovato amicizie che porterò sempre con me”, ha dichiarato il console Coviello, grato ed emozionato. Ha ribadito come il suo impegno, sin dal primo giorno, sia stato quello di essere un punto di riferimento solido per i connazionali, rafforzando i legami con le istituzioni slovene, con le scuole e con le associazioni, cercando sempre di favorire un’italianità inclusiva, aperta, capace di dialogare e crescere.

Dietro a ogni evento e a ogni progetto, ha detto, ci sono state energie condivise, fatiche e persone: la sua riconoscenza va a tutti coloro con cui ha collaborato. Ha ringraziato le autorità slovene per la cooperazione e l’accoglienza, i rappresentanti della Comunità Nazionale Italiana per l’impegno costante e tutti i colleghi del consolato che hanno reso possibile costruire ponti, superare difficoltà e celebrare insieme momenti importanti. “Me ne vado con nostalgia, ma anche con la certezza che l’Istria rimarrà sempre nel mio cuore. Mi mancheranno la lingua italiana sentita parlare per le strade dei quattro Comuni, mi mancherà questo luogo di frontiera e mescolanza, mi mancheranno le persone che ogni giorno mi hanno insegnato qualcosa. Non amo gli addii: preferisco pensare che ci ritroveremo. Questa terra, la sua storia e la sua gente mi accompagneranno sempre”, ha concluso.

Il pubblico a Palazzo Manzioli. Foto AIA

L’evento è stato organizzato dal Consolato con la collaborazione della CAN di Isola e delle Comunità degli Italiani “Dante Alighieri” e “Pasquale Besenghi degli Ughi” assieme agli altri sodalizi del territorio. Michele Fatigato, presidente della “Dante”, ha sottolineato come Coviello abbia rappresentato un ponte tra la madrepatria e la comunità italiana istriana: “Il Console ha saputo cucire rapporti e rinsaldare legami”. Parole di apprezzamento sono giunte anche da Alberto Scheriani, presidente della CAN Costiera, che ha ricordato la costante presenza e disponibilità del Console, sempre vicino alle realtà associative e istituzionali. Il presidente dell’Università Popolare di Trieste, Edvino Jerian, ha evidenziato il sostegno ricevuto da Coviello sin dall’inizio del suo mandato, citando come emblematico l’episodio della cartina storica collocata al Consolato come simbolo di memoria. Presente anche il sindaco di Capodistria Aleš Bržan, che ha sottolineato il rapporto di collaborazione costante tra Comune e l’istituzione italiana, augurando al console ulteriori successi nella sua carriera. Il deputato al seggio specifico della CNI al Parlamento sloveno, Felice Ziza, ha lodato la preparazione e la conoscenza storica dimostrata da Coviello, ma anche la sua umanità che gli ha permesso di inserirsi con naturalezza nella realtà locale. L’Ambasciatore italiano in Slovenia, Giuseppe Cavagna, ha ricordato la professionalità del Console e la sua capacità di creare legami autentici con le persone. Un ringraziamento è stato rivolto anche a Ida Pernazza, consorte di Coviello, che ha saputo dimostrare il suo sostegno nonostante la distanza.

Presenti alla serata anche i vicesindaci di Isola, Capodistria e Ancarano, rispettivamente Agnese Babič, Mario Steffè e Martina Angelini, molti rappresentanti della CNI e un ampio pubblico. L’evento si è chiuso sulle note del TriesteLovesJazz Quartet, che ha reso omaggio alla musica italiana interpretandola in chiave jazz. Marco Castelli al sax, Francesco De Luisa al pianoforte, Alessandro Turchet al contrabbasso e Gabriele Centis alla batteria hanno proposto alcuni grandi classici di Tenco, Paoli, Modugno, Carosone e Martino. Un modo elegante per suggellare un momento di saluto al Console, che se ne andrà ufficialmente il 19 novembre.

Il concerto di commiato. Foto AIA

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