CI «Santorio»: accolto Piano culturale 2026

Pronto anche il bando per trovare il gestore del locale pubblico a Palazzo Gravisi

0
CI «Santorio»: accolto Piano culturale 2026
Il Consiglio della Santorio in riunione. Foto AIA

Il Consiglio della Comunità degli Italiani “Santorio Santorio” ha discusso documenti importanti per il suo futuro funzionamento. Alla seduta è stato approvato il Piano culturale 2026 che sarà finanziato dal Ministero della Cultura, tramite la CAN comunale. Prevede un consistente incremento, dovuto alla redistribuzione di alcuni mezzi. Potranno essere usati nelle categorie riconosciute dal dicastero. Come rilevato dal presidente Mario Steffè l’aumento consentirà di organizzare attività che soddisfino le necessita di varie fasce d’utenza. I consiglieri hanno approvato anche il bando per la riapertura del bar del sodalizio a Palazzo Gravisi. Sarà pubblicato immediatamente e il nuovo locatario sarà scelto entro la fine dell’anno. Gli saranno offerte agevolazioni per lanciare l’attività ferma da due anni affinchè mantenga una continuità di servizio. Poi servirà un periodo di assestamento per attrezzare l’esercizio, che dovrà mantenere precise caratteristiche identitarie. La CI si è dotata, infine, di un regolamento sulla forma e i contenuti del sito web e delle pagine social in cantiere da molto tempo. Potrebbero essere operative agli inizi del prossimo anno. Il presidente Steffè, infine, ha annunciato le prossime iniziative di dicembre. Il 19 sarà presentato il progetto “Te go preparà” incentrato sulle ricette tipiche istriane e curato dall’Associazione giovani dell’Unione Italiana. Il giorno dopo si svolgerà il tradizionale spettacolo di fine anno.

Tutti i diritti riservati. La riproduzione, anche parziale, è possibile soltanto dietro autorizzazione dell’editore.

L’utente, previa registrazione, avrà la possibilità di commentare i contenuti proposti sul sito dell’Editore, ma dovrà farlo usando un linguaggio rispettoso della persona e del diritto alla diversa opinione, evitando espressioni offensive e ingiuriose, affinché la comunicazione sia, in quanto a contenuto e forma, civile.

No posts to display