Celebrato San Giorgio nonostante il Covid

L’emergenza epidemia impedisce lo svolgimento della festa nella forma tradizionale, ma i piranesi non dimenticano il patrono

Una statua dedicata al patrono di Pirano, San Giorgio

Il 23 aprile la Chiesa cattolica ha ricordato San Giorgio, che è anche patrono di Pirano. La ricorrenza, che per il secondo anno consecutivo è segnata dalla pandemia di CoviD-19, è stata celebrata in forma virtuale dalla locale Comunità autogestita della nazionalità Italiana e dalla Comunità degli Italiani “Giuseppe Tartini”, con un incontro dell’iniziativa “Videobar” a tema e la trasmissione della funzione religiosa di domenica scorsa. Grazie all’intervento del Comune di Pirano, dalla mattina di venerdì 23, in Piazza Tartini sui pili portabandiera, di cui uno dedicato proprio a San Giorgio, sventolano i vessilli dedicatigli e nella Sala dei Padiglioni di Casa Tartini è stata allestita la mostra “San Giorgio nell’archivio di Pirano”, curata nel 2008 dallo storico Alberto Pucer e realizzata dalla “Tartini” di Pirano, in collaborazione con la sezione dell’Archivio regionale di Capodistria, per ripercorrere la storia dei festeggiamenti del Santo. La vicesindaco, nonché presidente della CI, Manuela Rojec e il presidente della CAN, Andrea Bartole, hanno colto l’occasione per ringraziare gli ospiti, ma anche tutti coloro che nel corso degli anni si sono impegnati a far rimanere vive le tradizioni legate al patrono, che da secoli segna la vita dei piranesi, specie dei salinai, il cui ricordo rimane vivissimo ancora oggi grazie alla “Famea dei salineri”, gruppo operante in seno alla Comunità degli Italiani.

La messa dedicata a san Giorgio

Lo storico Kristjan Knez ha condiviso con i collegati alcune chicche sul santo militare, che oltre a Pirano è caro a numerosi luoghi, dalle vicine Rovigno e Portole, a Genova, che oltre ad adottare lo stemma del Santo, intitolò a San Giorgio un ordine cavalleresco militare. “Connesso alle imprese in Terra Santa, protettore di uomini armati, nel corso dei secoli viene invocato anche in occasione di calamità naturali, pestilenze e altro” ha ricordato Knez. Il suo miracolo più celebre è l’uccisione del drago, scena riportata in molte immagini del soldato originario della Cappadocia, martirizzato sotto Diocleziano, a capeggiare la lista dei Santi sauroctoni, visto che nessuno ha riscosso tanta venerazione popolare quanto San Giorgio. A Pirano, secondo la tradizione, è stato il suo intervento a far sì che la cittadina venga risparmiata dal violento nubifragio della notte tra il 20 e il 21 luglio 1343, portando all’edificazione del primo edificio sacro dedicatogli un decennio dopo. Per l’occasione non potevano mancare gli interventi di Don Zorko Bajc, parroco di Pirano, nonché Mario Dolce e don Daniele Vascotto, rispettivamente presidente e assistente dell’Associazione “La voce di San Giorgio”.

Ricordi dei festeggiamenti degli anni addietro

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