La leggendaria fabbrica “Tomos” di motociclette, ma anche di fuoribordo e motoseghe, torna in auge in un video musicale. È stata un mondo in piccolo, si potrebbe dire, perché vi hanno lavorato cittadini provenienti da tutta l’ex Jugoslavia riscuotendo successi nelle innovazioni, nel design, nelle competizioni internazionali e nelle vendite sia sul mercato interno sia all’estero. Un assaggio di questa realtà, che purtroppo non esiste più dalla liquidazione dell’azienda (avvenuta ufficialmente nel 2019 dopo 65 anni di attività e, infine, con la demolizione del complesso industriale per fare spazio ad altri edifici), si è assaporato in piazza del Museo a Capodistria durante le riprese per il video “Generazione Tomos” – produzione, questa, firmata da Mario Runcer, tra l’altro musicista e compositore oltre che produttore croato. L’evento in questione è stato sostenuto, a nome della municipalità di Capodistria, dall’Ente per i giovani, la cultura e il turismo. “È un’occasione”, ha rilevato il sindaco Aleš Bržan, “per promuovere la città, dove la “Tomos” aveva sede e ha operato, nonché ricordare ciò che ha rappresentato: simbolo di identità collettiva e una storia fatta di connessioni”. Protagonisti del video sono anche alcuni personaggi della scena sportiva e musicale tra cui il cantante Vlado Kalember, i motociclisti Karim Babič e Matic Maček. Per l’occasione, in piazza si sono riuniti numerosi collezionisti delle moto “Tomos”, giunti da vari luoghi perché entusiasti di condividere tanti ricordi, un’esperienza volta a tutelare e tramandare il patrimonio industriale. Nell’occasione hanno sfoggiato numerosi esemplari di motocicli con i quali sono cresciute tante generazioni e vissuto le avventure più disparate. Particolarmente emozionato Stevo Vujić, che ha curato l’organizzazione di questo appuntamento, noto ai più per la dedizione volta al recupero e valorizzazione delle moto, nonché alla promozione di numerosi raduni. Sono tanti, infatti, i modelli che ha riportato al suo massimo splendore per esporli in un museo a Capodistria e farlo diventare un punto d’incontro del mondo “Tomos”.

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