Capodistria. Porto, si cerca di restare a galla

Nel primo trimestre risultati accettabili, ma già in aprile gravi sofferenze per il comparto auto

Lo scalo portuale capodistriano mitiga le conseguenze della crisi coronavirus. È quanto si evince dal resoconto sui risultati conseguiti nei primi tre mesi dell’anno da “Luka Koper” e pubblicati nei giorni scorsi. Il gruppo ha riportato risultati accettabili, nonostante gli inevitabili contraccolpi della pandemia sui mercati mondiali e sulle merci in transito. I dirigenti avevano preparato vari scenari per fronteggiare i disagi, assicurando liquidità e limitando i danni, restando negli ambiti del piano aziendale 2020. I numeri indicano che il giro d’affari da gennaio a marzo è inferiore del 6 per cento al preventivato, per un totale di 55 milioni di euro. Gli utili però superano del 3 per cento le stime. La diffusione del morbo dalla Cina ha coinvolto tutti i mercati più importanti per i portuali capodistriani. Le varie industrie hanno ridotto la produzione o l’hanno sospesa del tutto. Le merci manipolate, nonostante le difficoltà, sono state pari a 5,2 milioni di tonnellate, ossia il 12 per cento in meno rispetto allo stesso periodo del 2019. Le stesse condizioni sfavorevoli sono state registrate anche dagli altri porti dell’Alto Adriatico. Non sono stati rallentati gli investimenti all’infrastruttura. Nel terzo bacino sono proseguiti i lavori alle banchine per le navi RO-RO, è stata ampliata la rete ferroviaria e si sta ultimando l’autosilo per il comparto automobili. Inoltre entro marzo del prossimo anno dovrebbe essere completato, di ulteriori 100 metri, il prolungamento del Molo I per i container e i nuovi magazzini per lo stesso settore. Ieri è stato sottoscritto il contratto tra i vertici del Porto e della ditta “Kolektor Koling”.
La valutazione globale dei vertici dell’Ente portuale per l’anno in corso prevede una forte ricaduta della crisi sui bilanci finali. Impossibile stabilire i dettagli, poiché sono legati all’evolversi della crisi coronavirus. “Gli analisti seguono con attenzione l’andamento sui mercati internazionali, delle sovvenzioni statali e dei provvedimenti per mantenere la liquidità dell’azienda e l’accesso ad altre risorse per fronteggiare l’emergenza. I progetti di sviluppo dell’azienda proseguiranno inalterati”, ha dichiarato il presidente Dimitrij Zadel. Nel mese di aprile le ripercussioni più pesanti si sono avute nel comparto auto, dove le consegne e la richiesta sono precipitate. Sono aumentati invece i carichi alla rinfusa, mentre i container sono rimasti nei limiti previsti. Lascia spazio all’ottimismo una certa stabilità raggiunta sui mercati dell’estremo Oriente, di grande importanza per il porto istriano. Le industrie automobilistiche si sono rimesse in moto ed è quindi logico attendersi per i prossimi mesi un giro d’affari potenziato.

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