Capodistria. Navi bianche, in agosto quattordici attracchi

Alcune unità arriveranno per due o anche tre volte come ad esempio la «Mein Schiff 4»

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Capodistria. Navi bianche, in agosto quattordici attracchi
Nave da crociera al molo passeggeri di Capodistria (foto: Città comune Capodistria)

La stagione del turismo crocieristico a Capodistria sta per raggiungere il suo apice. Il terminal passeggeri si prepara ad accogliere ad agosto ben 14 arrivi di navi bianche, che porteranno in città oltre 26mila vacanzieri. Le imbarcazioni attraccheranno tutti i sabati e le domeniche del mese e in più altre visite in giorni feriali. L’ospite più frequente sarà la “Mein Schiff 4”, nave lunga 295 metri della compagnia TUI Cruises, capace di ospitare circa 2.500 passeggeri e 1.000 membri dell’equipaggio. Approderà a Capodistria per ben tre sabati, ovvero l’1, il 15 e il 29 agosto. Domenica 2, invece, attraccherà la “Marella Explorer 2”, che tornerà anche domenica 16, portando complessivamente circa 3.600 passeggeri. Sabato 8 e sabato 22 gli ormeggi saranno riservati per la “Norwegian Pearl” della Norwegian Cruise Line. Domenica 9 agosto attraccherà la “Nautica” di Oceania Cruises, mentre martedì 11 agosto arriverà da Ravenna la “Brilliance of the Seas”, lunga 294 metri, con circa 2.200 passeggeri a bordo. Il giorno seguente, mercoledì 12, sarà di scena la “Marella Voyager” della Marella Cruises, che farà ritorno anche domenica 23. Una sosta più breve è prevista venerdì 14 per la “Viking Star” di Viking Cruises, che chiuderà il mese approdando nuovamente domenica 30 agosto. Tra le maggiori dimensioni ci sono i 253 metri della “AIDAblu” della compagnia AIDA Cruises, attesa lunedì 24 con circa 2.200 passeggeri, prima di proseguire verso Corfù. Quello del traffico crocieristico, anche nel 2026, è un fenomeno in crescita che riguarda massicciamente anche le città di piccole dimensioni, come Capodistria. Resta comunque il fatto che lo scalo qui opera come porto di transito, limitando significativamente la spesa media dei passeggeri sul territorio. Rimane inoltre aperto il dibattito sull’impatto ambientale di lungo periodo: consumo energetico, emissioni di CO2, inquinamento di acque e fondali e il cosiddetto turismo “mordi e fuggi” che, si sa, non è la soluzione adatta per salvare le città dal loro svuotamento.

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