All’ombra di una grande quercia nei pressi di Umago, dove la brezza profuma di mare e il frinire delle cicale accompagna i pensieri, una donna si ferma e si lascia accarezzare dal vento, mentre riflette e scrive. Si descrive con questa immagine Isabella Flego nella poesia che da il titolo alla sua ultima opera “All’ombra della quercia”, pubblicata dalla CAN di Capodistria e presentata martedì sera a Palazzo Gravisi, sede della Comunità degli Italiani “Santorio Santorio”. Nata ad Arsia e capodistriana d’adozione, Flego è una delle figure più significative del panorama letterario CNI. Poetessa, narratrice e saggista, è anche presidente dell’Associazione POEM – Pari Opportunità di Capodistria, occupandosi al contempo di letteratura, arte e di emancipazione femminile. L’introduzione del volume, firmata da Irene Visintini, definisce la poesia di Isabella Flego quale “voce autentica della cultura italiana in Istria, capace di trasformare esperienze personali e collettive in emozioni universali”. La nuova raccolta si presenta come una sorta di diario poetico, con una cinquantina di poemi scritti tra agosto 2023 e gennaio 2025, nei quali è racchiusa l’essenza del suo pensiero. Dalla natura quale rifugio e specchio dell’anima alla malinconia come linfa della bellezza, sino alla parola come radice che lega l’essere umano alla vita. Durante la serata, la poetessa ha raccontato: “Scrivo con il gesso della vita: volti, persone, immagini, natura. Nei miei versi cerco di intravedere la bellezza e l’armonia nei ricordi, nella quotidianità, nella realtà che più mi nutre che è la mia famiglia”. Le sue poesie esplorano il tempo, l’infanzia, la memoria, la perdita e l’amore con uno sguardo femminile, che si fa portavoce di madri, sorelle, nonne e fanciulle. “Con la poesia mi radico alla terra e conosco me stessa”, ha aggiunto, sottolineando come ogni verso nasca da un dialogo tra il sé e la natura, tra i ricordi e le speranze, tra il presente e il futuro.
Ci si imbatte tra i versi in un bilancio di una vita lunga e piena, ma che non smette di meravigliare e di insegnare qualcosa di nuovo ogni giorno. Ad accoglierla a Palazzo Gravisi Buttorai sono stati Roberta Vincoletto, presidente della CAN locale e Mario Steffè, presidente della CI “Santorio Santorio”, che hanno espresso riconoscenza verso l’autrice per la sua instancabile attività culturale. Per accompagnare le letture è stato scelto l’intervento musicale del chitarrista e compositore triestino Matteo E. Basta. Flego ha voluto ringraziare pure Nicoletta Casagrande per il sostegno nella preparazione dell’evento e ha annunciato che il suo prossimo libro sarà una raccolta di racconti, alcuni già premiati in concorsi letterari. “Mi piacciono le piccole storie”, ha confessato, “io stessa appartengo a una piccola storia. Sono queste le storie che commuovono”.

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