La Polizia di Capodistria ha portato a termine in tempi rapidi l’inchiesta sulla profanazione delle tombe nei cimiteri di Scoffie e Sant’Antonio, risalenti al mese di dicembre. I dettagli sono stati comunicati oggi, martredì 27 gennaio, dal capo della Polizia, Ensad Nadarević.
Con una intensa azione investigativa e la raccolta di informazioni utili a smascherare i responsabili, gli inquirenti sono risaliti a due cittadini bulgari, rispettivamente di 19 e 31 anni, che risiedevano illegalmente nel Capodistriano da un mese. In loro possesso e nella loro abitazione sono stati rinvenuti numerosi oggetti che sarebbero stati trafugati nei camposanti dell’entroterra. I due avrebbero danneggiato un centinaio di sepolcri asportando soprattutto vasi e lumini in rame, con il chiaro intento di rivenderli illegalmente.
A sporgere denuncia sono stati 65 cittadini e il danno da loro subito raggiungerebbe i 35mila euro. La polizia ritiene che le tombe danneggiate siano molte di più e che pertanto tenderà a salire anche il bilancio dei danni. Ricordano che è sempre possibile rivolgersi alle forze dell’ordine per notificare eventuali altri casi di profanazione. I due bulgari risultano incensurati in Slovenia e gli accertamenti sino a qui svolti non hanno portato a scoprire il loro coinvolgimento in altri reati contro il patrimonio. Sono stati chiesti e non sono ancora giunti, invece, i dati sulle loro fedine penali in Bulgaria. In attesa di giudizio sono stati associati alle carceri di Capodistria. Il reato loro ascritto è di profanazione di sepolcri che, dopo le necessarie verifiche sulla sorte degli oggetti rubati, verrà probabilmente esteso a furto aggravato.
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