La collana letteraria dell’Associazione per le pari opportunità POEM si è arricchita di un nuovo titolo. A Palazzo Gravisi, sede della Comunità degli Italiani di Capodistria, è stato presentato il volume bilingue “Immagino”. All’evento erano presenti tra gli altri Felice Ziza, deputato della CNI al Parlamento sloveno, Marjeta Preželj segretaria di Stato del Ministero della Cultura e Marco Apollonio, in rappresentanza della CI “Santorio Santorio”. A dialogare con il pubblico sono state Isabella e Lorella Flego, madre e figlia, entrambe scrittrici e attive all’interno dell’Associazione, di cui Isabella è anche presidente. La pubblicazione raccoglie racconti, poesie, fotografie e altri contributi firmati da quasi una ventina di autrici che provengono da varie località dell’Istria e del Friuli Venezia Giulia. Ciascuna, esprimendosi nella propria lingua, porta con sé il proprio vissuto e la propria sensibilità, trasformando l’esperienza in parole che oscillano tra la poesia e la prosa, tra riflessioni sociali e meditazioni intime. Le pagine diventano una sorta di tessitura condivisa, un luogo d’incontro tra italiano e sloveno, tra anime e pensieri. Nel volume compaiono i nomi di Alferija Bržan, Isabella e Lorella Flego, Diana Kocjančič, Silvia Metzeltin, Bruna Novel, Alessandra Pecman, Anna Piccioni, Gabriella Pison, Jasmina Podlesek, Giuseppina Rajko, Tulija Rejec, Blaženka Rocco, Patrizia Tamburini, Lucija Tomše, Irene Visintini, Claudia Voncina e Marina Žigon. Donne che talvolta non si conoscono personalmente, ma che condividono la stessa capacità di ricercare e ritrovare se stesse nelle piccole cose, “che forse”, ha detto Lorella Flego, “non sono poi così piccole”. Ogni anno la pubblicazione cambia e cresce, così come crescono le donne che la compongono, mentre la vita scorre tra le loro mani, il mondo muta e aumentano le voci nuove. Pur affrontando temi ricorrenti come il tempo, la natura, la condizione femminile, le relazioni, lo sguardo delle autrici cambia, si affina, si fa più consapevole. Il volume è stato suddiviso, con la collaborazione di Nicoletta Casagrande, in tre sezioni, ovvero prosa, poesia e “Mani di fata”, dedicata alle opere manuali e all’artigianato. Tra le pagine si incontrano storie d’amore tra rivali, ritratti di zie energiche, maestre col velo da suora, viaggi che oscillano tra realtà e immaginazione e tanti omaggi alla natura. Non mancano contributi più letterari, con riferimenti a Fulvio Tomizza, una recensione del libro “Terra di pietre” e un approfondimento sulla soprano Ksenija Vidali. Per Isabella Flego anche questo è un modo di fare politica. “Condividere, partecipare, riconoscere le differenze e dare voce alle donne significa contribuire al cambiamento delle coscienze e a un’educazione migliore”. L’Associazione POEM non si occupa soltanto di letteratura, ma porta avanti una riflessione ampia sulla condizione femminile. Durante la presentazione, infatti, Isabella Flego ha affrontato il tema dei pregiudizi e del patriarcato che considera ostacoli fondamentali al raggiungimento della parità. Dinamiche che alimentano quella che si definisce “cultura dello stupro”, ovvero una visione che oggettifica le donne, normalizza la violenza e le confina al ruolo di principali responsabili del lavoro di cura. Da scrittrice ha citato alcune delle autrici che l’hanno ispirata, tra cui Michela Murgia e il suo “Stai zitta!”, che denuncia come la libertà di parola sia ancora considerata sovversiva per una donna, come pure Annie Ernaux, capace di portare alla luce esperienze corporee e sociali troppo spesso censurate, quali l’aborto, la malattia, la demenza e la sessualità. La presentazione si è conclusa con la metafora, molto cara a POEM, del mazzo di fiori. Ogni donna dell’Associazione ha i propri colori e petali, forme e profumi ma raccolte insieme creano un bouquet bello e vitale. Unite, raccontano molto più di quanto potrebbero fare da sole.

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