Capodistria. Imbrattato simbolo della Comunità ortodossa locale

Nel mirino la croce della futura chiesa

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Capodistria. Imbrattato simbolo della Comunità  ortodossa locale
La croce ortodossa imbrattata. Foto AIA

Unanime condanna nel Capodistriano per l’atto vandalico che ha interessato la Comunità ortodossa in ambito locale. Proprio in concomitanza con la sua celebrazione del Natale, ignoti hanno imbrattato la croce posta nei pressi della stazione ferroviaria, su un terreno consacrato e destinato alla costruzione della Chiesa ortodossa, progetto che risulta tra l’altro temporaneamente bloccato. L’episodio è stato denunciato alla Polizia che ha avviato un’inchiesta ed eseguito un sopralluogo per identificare i responsabili del gesto. Stando ai dati disponibili l’imbrattamento del simbolo religioso è avvenuto nella notte tra il 6 e il 7 gennaio. Il reato ipotizzato è di intolleranza motivata da appartenenza religiosa. Nel contesto l’articolo 297 del Codice penale sloveno, in merito all’istigazione all’odio, alla violenza o all’intolleranza su base nazionale o religiosa, prevede pene detentive sino a due anni.

Chiunque fosse in possesso di informazioni utili all’individuazione dei vandali è stato invitato a collaborare con le forze dell’ordine. Nella sua prima reazione il parroco ortodosso capodistriano, Dejan Mandić, pubblicata sui profili social, ha espresso profonda tristezza e indignazione, sottolineando che l’atto viene percepito non soltanto come vandalismo a un simbolo, ma come attacco ai valori fondamentali della convivenza civile, alla libera espressione religiosa e al rispetto reciproco, Tuttavia ha invitato alla calma e a non rispondere alle provocazioni, attendendosi dalle autorità e dall’opinione pubblica una ferma presa di posizione. L’accaduto avviene in un territorio, è stato detto in alcuni commenti, come la costa istriana da sempre caratterizzato da una ricca convivenza multiculturale e multireligiosa, con le varie comunità che coesistono senza difficoltà alcuna. Proprio per questo ogni episodio vandalico che prende di mira i simboli religiosi suscita forte attenzione e anima il dibattito pubblico. È successo ad esempio, oltre un anno fa, quando era stata profanata la Cattedrale di Capodistria con parole ingiuriose sulla facciata.

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