Capodistria. Fisco e bilinguismo: strane interpretazioni

Incontro al vertice, alla presenza del deputato al seggio specifico nel Parlamento, Felice Žiža, tra FURS e CAN costiera

L’incontro sulla tematica del bilinguismo

Proseguono gli incontri con le istituzioni statali per definire meglio l’attuazione del bilinguismo. Alla presenza del deputato, Felice Žiža, si è tenuta la consultazione annuale tra la CAN costiera, rappresentata dal presidente Alberto Scheriani, dalla vicepresidente Linda Rotter, dal segretario Andrea Bartole e dalla collaboratrice professionale Vita Valenti, con il direttore generale uscente dell’Amministrazione finanziaria della Slovenia (FURS), Simon Starček, coadiuvato da Irena Verčič, responsabile del suo gabinetto e dalla direttrice dell’Unità di Capodistria, Magda Marinšek. Il tema centrale della riunione è stato incentrato sull’applicazione del bilinguismo da parte dell’Amministrazione finanziaria. Il presidente Scheriani si è detto soddisfatto di poter avere un dialogo aperto con i vertici dell’istituzione, definendolo un esempio di buona prassi. Ha poi sottolineato alcune questioni non ancora risolte, tra le quali il livello di conoscenza della lingua italiana da parte degli impiegati dell’Unità di Capodistria. Sia il presidente Scheriani sia il deputato Žiža, hanno presentato l’iniziativa dell’Ufficio per il bilinguismo, che tra i suoi compiti avrebbe anche quello di supportare i servizi amministrativi, coordinando l’attuazione dell’uso delle due lingue paritarie, slovena e italiana. È stato poi affrontato il tema dell’interpretazione estesa concernente il diritto all’uso della lingua italiana sul territorio bilingue nella pubblica amministrazione da parte di utenti non appartenenti alla CNI. In merito, il Ministero della Pubblica amministrazione aveva risposto positivamente alla CAN costiera, ma in base ad un parere contrario dello stesso dicastero, l’Amministrazione finanziaria continua ad applicare l’interpretazione in modo restrittivo. La direttrice Marinšek ha spiegato che il procedimento nei confronti del cittadino italiano che ha presentato ricorso in secondo grado, riguardo al diritto all’uso della lingua italiana, si è concluso a suo sfavore. È stato deciso, infatti, che questo diritto spetterebbe soltanto agli appartenenti della CNI. Questa decisione ha provocato un dibattito acceso tra i presenti all’incontro, soprattutto per quanto riguarda i criteri di determinazione di appartenenza alla CNI, che sarebbero i seguenti: residenza nel territorio nazionalmente misto di ciascun Comune costiero, la cittadinanza slovena e l’iscrizione all’elenco elettorale delle rispettive CAN. Il deputato Žiža, il presidente Scheriani e la vicepresidente Rotter hanno dichiarato inammissibile tale categorizzazione, concludendo che verrà fatta luce sulla questione interpellando direttamente il ministro competente. Anche il direttore generale Starček ha sottolineato che l’Amministrazione pubblica nell’offrire servizi ai cittadini, deve agire in maniera proattiva, adattandosi alle situazioni. Lo stesso ha concluso dicendo che è importante cercare soluzioni adatte con iniziative come lo sono gli incontri periodici, soprattutto per garantire il diritto all’uso della propria lingua per gli appartenenti alla CNI e che riporterà tale posizione anche al suo successore Ivan Simič, fresco di nomina e che entrerà in carica ai primi di giugno.

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