Capodistria. Esercizi commerciali: riapertura a rilento

Tamponi obbligatori per il personale, come pure negli asili e scuole elementari. Il primo triennio da ieri in classe

In Slovenia la situazione epidemiologica sta lentamente migliorando e con questo trend si allentano anche le misure. In questi giorni hanno potuto riaprire i negozi fino a 400 metri quadrati di superficie, ma a condizione che il personale dimostri la negatività ai test anti-Covid. Dovranno sottoporsi ai tamponi una volta alla settimana, con l’eccezione di coloro che sono già guariti dal Coronavirus. Una regola che varrà anche per i dipendenti degli esercizi commerciali sino ad ora già attivi. Il decreto viene esteso persino ai clienti se vorranno usufruire di servizi in determinate strutture, ad esempio nelle agenzie immobiliari, nei saloni di cosmesi, oppure di toelettatura per gli animali. Ieri però parecchie rivendite che avrebbero potuto alzare finalmente le serrande dopo oltre un mese di stop, le hanno invece tenute abbassate. “Il problema è che le misure cambiano in modo repentino e non c’è il tempo sufficiente per adeguarsi. Per ripartire appieno ci vorrà probabilmente ancora qualche giorno”, dicono alcuni titolari o gestori di negozi. Dopo il lunedì festivo per la ricorrenza della Giornata della cultura, ieri sono stati riaperti gli asili e le scuole elementari per quanto concerne il primo triennio. Anche in questo caso si è provveduto a ulteriori tamponi per gli insegnanti e il personale, impegnando notevolmente gli addetti sanitari. Accesissime sono state le recenti polemiche riguardo i test obbligatori per i transfrontalieri, tranne pochissime eccezioni, che giungono in Slovenia – misura che è stata modificata nell’arco di una giornata. Tutto ciò ha alimentato ulteriormente il clima di incertezza, nonché il timore di ennesime modifiche. La pesante situazione si riflette pure nei tanti negozi chiusi non soltanto nei centri commerciali, ma anche nelle vie e piazze storiche di Isola, Capodistria e Pirano. Alcune vetrine sino a qualche settimana fa esponevano ancora gli articoli, facendo pensare ai clienti che alla revoca delle misure avrebbero ripreso l’attività. Ora sono invece vuoti con laconici cartelli che riportano scritte “affittasi” o “in vendita”.
Gli amministratori municipali hanno accolto diverse agevolazioni per i vani di cui sono proprietari nel centro storico, ma evidentemente per tanti affittuari non è bastato. Il Litorale è inoltre fortemente penalizzato dall’assenza di turisti, ma anche di visitatori giornalieri, dall’Italia soprattutto. I responsabili della Camera di commercio hanno invitato il governo a rivedere le misure perché queste attività non sono focolai del contagio, assicurando che all’interno dei vari siti viene garantito il massimo rispetto delle misure anti-Covid.

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