Capodistria. Dalle oasi ricreative ai corridoi ecologici

Presentato il progetto transfrontaliero su infrastrutture verdi

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Capodistria. Dalle oasi ricreative ai corridoi ecologici
Interreg Natura Verde Foto AIA

Negli spazi dell’antica farmacia di Palazzo Pretorio a Capodistria è stato presentato ieri, lunedì, il programma Interreg Slovenia-Croazia “Natura-Verde”, iniziativa che punta a rafforzare la tutela della biodiversità e delle infrastrutture verdi nelle aree urbane dell’alto Adriatico. Il progetto, sviluppato nell’ambito della cooperazione VI-A, coinvolge i Comuni istriani di Capodistria e Isola, nonché la località di Castua, alle spalle di Fiume.

Tra le azioni principali figura lo studio “Quanto caldo farà – progetto IV”, dedicato all’analisi dell’impatto del surriscaldamento urbano e alle possibili soluzioni di adattamento. Nel corso dell’incontro sono stati illustrati i risultati delle analisi, i rendiconti sugli obiettivi raggiunti e le proposte operative per standardizzare la pianificazione delle infrastrutture verdi nelle città costiere. Il percorso, avviato già nel 2003 attraverso vari strumenti di cooperazione europea, si inserisce oggi nel quadro del programma Interreg 2021-2027, con l’obiettivo di consolidare una regione transfrontaliera più resiliente, sostenibile e connessa. Tra gli interventi concreti annunciati, la creazione di circa cinquanta orti urbani nella frazione di Olmo, a Capodistria, inseriti in un futuro “corridoio verde strategico polifunzionale” che potrebbe collegare Capodistria e Isola in direzione del lungomare.

Foto AIA

Il progetto prevede inoltre la riqualificazione dei parchi esistenti, il miglioramento dei sistemi di drenaggio, il ripopolamento con specie autoctone e la realizzazione di mini-foreste urbane multiuso. Particolare attenzione è stata dedicata anche ai centri storici vincolati, dove i margini di intervento sono ridotti. Tra le soluzioni proposte figurano tende mobili per mitigare le ondate di calore estivo come pure “Modulombra”, una schermatura modulare adattabile pensata per coprire superfici in cemento nelle aree industriali o lungo le principali arterie viarie, contribuendo alla produzione di ossigeno e alla riduzione dell’inquinamento acustico. Il Piano congiunto per la standardizzazione delle infrastrutture verdi nell’Adriatico settentrionale si configura come un vero e proprio manuale operativo per la pianificazione dei sistemi green nelle città costiere. Alla sua elaborazione hanno contribuito docenti e mentori del Dipartimento di Architettura della Facoltà di Biotecnica dell’Università di Lubiana, assieme ai laureandi incaricati delle analisi territoriali su Capodistria e Isola.

Dal confronto tra Amministrazioni locali, mondo accademico e società civile è emersa una linea condivisa: soltanto attraverso il lavoro congiunto sarà possibile migliorare l’adattabilità di cittadini e organizzazioni a un contesto climatico in rapido cambiamento. A corollario dell’evento è stata inaugurata la mostra “Più alberi, spazio alle oasi ricreative”, che raccoglie i progetti elaborati dagli studenti e rappresenta uno spaccato del futuro “polmone verde costiero”. L’esposizione resterà visitabile a Palazzo Pretorio sino al 10 marzo.

Foto AIA

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