Capodistria. Convento dei Serviti: un gioiello da riscoprire

Illustrato il piano di recupero dell’antico stabile destinato all’Università e ai suoi servizi

L'esterno del convento dei Serviti

Passare dinanzi all’ex Convento dei Serviti a Capodistria incute un senso di tristezza per le condizioni di degrado in cui versa oramai da molti anni. Nel corso della storia ha svolto diverse funzioni: dopo la Seconda guerra mondiale, sino al 1997, ha ospitato l’Ospedale di ginecologia e ostetricia in cui sono nate tantissime persone del territorio istriano. Da questo punto di vista il disappunto dinanzi all’incuria è tanto più forte. Ebbene, l’Università del Litorale, proprietaria dell’immobile, ha reso noto che tra pochi giorni si volterà pagina: il primo passo, ha annunciato la rettrice Klavdija Kutnar nel corso della conferenza stampa (convocata proprio nel chiostro del complesso), sarà la ristrutturazione del tetto, fondamentale per fermare l’ulteriore degrado e procedere con il recupero completo.

La rettrice Klavdija Kutnar (al centro) con i giornalisti

Non sarà un percorso facile perché ogni funzione nel corso della storia ha lasciato un’impronta, comprese le persone senza fissa dimora che hanno abusivamente utilizzato gli spazi, dopo il trasloco del reparto di ginecologia e ostetricia nella nuova ala del nosocomio di Isola. Il tetto verrà ultimato nel 2022, costerà 600mila euro (di cui 200mila sono stanziati dal Ministero per la Cultura), mentre per tutto l’iter ci vorranno almeno cinque anni e 20 milioni di euro. “Cercheremo di attingere risorse dai fondi UE, ma è un’opera che vogliamo intraprendere al più presto sia per una questione di immagine sia di contenuti”, ha spiegato la rettrice. La biblioteca, le aule di studio, i laboratori, il rettorato: sono questi alcuni dei contenuti previsti dall’Università nei vani del convento.

Il pittoresco chiostro del convento

Mojca Marjana Kovač, dell’Ente per la tutela dei beni culturali, ha rilevato l’importanza storica e architettonica dell’ex Convento eretto nel XV secolo e dal XVIII non più adibito a scopi religiosi – uno dei pochissimi ancora visibili in Istria. “Nonostante l’edificio sia abbandonato da oltre 20 anni, conserva ancora le particolarità più importanti, inoltre noi disponiamo già di una buona base di studi e competenze per poter ridare l’immagine che si merita. Ne beneficerà tutto il centro storico”, ha ribadito la Kovač. Iztok Šušteršič, dell’Istituto di ricerca InnoRenew CoE ha ribadito che si lavorerà in un’ottica sostenibile. “Siamo consapevoli dell’importanza della tutela ambientale, dell’utilizzo di materiali naturali e di produrre quanto meno rifiuti da costruzione e demolizione”, ha detto.

Il cortile interno del convento

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