Capodistria. Avvicinare gli alunni a letteratura e versi

A Palazzo Gravisi l’incontro promosso dal Consolato Generale d’Italia con la scrittrice friulana Chiara Carminati

0
Capodistria. Avvicinare gli alunni a letteratura e versi
Ciuffoni e Carminati. Foto AIA

Chiara Carminati, scrittrice friulana ospite in questi giorni a Capodistria, da bambina non amava la poesia. Colpa di quei versi sulla primavera che parlano di uccellini e di fiorellini, che le risuonavano appiccicosi e vuoti. “Da noi a Udine piove in primavera e da piccoli eravamo lì a imparare che l’aria si fa leggera”, ha raccontato ieri mattina agli alunni delle classi quinte delle scuole elementari italiane di Isola, Capodistria e Pirano, che ha incontrato a Palazzo Gravisi-Buttorai. Poi, però, si è imbattuta nel verso di Roberto Piumini che recita “la poesia ti riguarda, dopo che ti ha guardato”, ed ha pensato “la poesia quindi ritorna, mi guarda un’altra volta, ha a che fare con me”. Così ha cominciato a esplorare, a leggere, a circondarsi di poesie, finché le parole non hanno dovuto uscire delle sue stesse mani. “Siamo come delle bottiglie”, ha raccontato ai ragazzi, “e più leggiamo, più ci riempiamo: prima i piedi, poi le gambe, poi la pancia e la testa, a un certo punto siamo così pieni che, non avendo più dove andare, la poesia va giù per le braccia ed è lì che si comincia a scrivere”. Il suo intervento, organizzato dal Consolato Generale d’Italia a Capodistria in occasione della Giornata mondiale del libro, in collaborazione con le SEI del territorio e la CI “Santorio Santorio”, ha soddisfatto l’obiettivo prefissato: avvicinare anche i più piccoli al mondo della letteratura e dei versi, dimostrando loro come questo sia abitato da persone in carne ed ossa, divertenti e spesso alla mano. Al pubblico, tra il quale era presente anche la console generale Simona Ciuffoni, Carminati ha dimostrato come la poesia possa parlare di tutto, di un fazzoletto di carta, un finestrino della macchina, di un rotolo di carta igienica o di un temperamatite. E, come ogni cosa, va allenata. Si impara a comprenderla leggendone tante, ascoltandole, provando a giocare, allungando o stringendo le parole come gomma da masticare, scoprendo che uno stesso vocabolo può dire due cose contemporaneamente. Essendo in tanti, i ragazzi sono stati divisi in due gruppi che si sono alternati nelle attività della mattinata. Mentre uno era con l’autrice, l’altro si è sfidato nel quiz letterario organizzato dalle tre bibliotecarie delle scuole, Ksenja Orel, Pamela Vincoletto e Lorena Buzečan. La sfida ha riguardato il programma scolastico in corso, gli autori studiati finora e delle letture comuni. Gli alunni sono stati divisi in piccoli gruppi misti, ovvero appartenenti a diversi istituti. Un ottimo modo per favorire la socializzazione e la conoscenza di persone nuove che potrebbero, al ginnasio o alle scuola media, divenire compagni di banco. Oggi, giovedì, lo stesso format attende le classi seste.

Il quiz letterario. Foto AIA

Tutti i diritti riservati. La riproduzione, anche parziale, è possibile soltanto dietro autorizzazione dell’editore.

L’utente, previa registrazione, avrà la possibilità di commentare i contenuti proposti sul sito dell’Editore, ma dovrà farlo usando un linguaggio rispettoso della persona e del diritto alla diversa opinione, evitando espressioni offensive e ingiuriose, affinché la comunicazione sia, in quanto a contenuto e forma, civile.

No posts to display