Calegaria: la tradizione in musica

Leonardo Klemenc presenta l’ultimo lavoro del gruppo che interpreta in chiave moderna i brani popolari istriani, frutto di una vasta ricerca

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Calegaria: la tradizione in musica
Il gruppo sul palco di Folkest. Foto: G.KATONAR

Il variegato mosaico culturale istriano, originato da una storia molto complessa e ricca di sfumature, vanta una ricca tradizione nella musica popolare, che, a differenza di quella colta, nata sugli spartiti musicali, è sopravvissuta ai secoli tramandata oralmente di generazione in generazione. Molte musiche e canti tradizionali si sono persi nonostante diversi musicologi istriani si siano dedicati alla ricerca in questo campo, raccogliendo in volumi soltanto una parte di tale patrimonio. Ma la musica non va rinchiusa in una biblioteca, in un cassetto, oppure in una raccolta. Per vivere deve essere lasciata librare nell’aria, risuonare, raggiungere le persone. È con questo spirito che il gruppo musicale capodistriano Calegaria porta avanti dal 2006 il progetto per diffondere questo scrigno di cultura e tradizione, che consente di scavare nel proprio passato. “È un dovere civile e morale di ogni uomo, quello di conoscere a fondo la propria cultura musicale popolare”, diceva Zoltan Kodaly, il più grande interprete e studioso del canto popolare.
”Il nostro compito e di tramandare alle nuove generazioni, quello che si è quasi perso. Molti non hanno avuto la fortuna di aver sentito dai propri genitori o nonni motivi popolari e qui entriamo in gioco noi”, così Leonardo Klemenc, fondatore e colonna portante del gruppo, che per costruire un repertorio e ampliarlo ha fatto molte ricerche sul campo, in biblioteche e librerie. “La fonte maggiore sono state alcune pubblicazioni di musiche della cultura popolare veneta di don Giuseppe Radole, un tempo parroco di Trieste, originario di Barbana d’Istria. Egli ha avuto la pazienza di andare in giro e raccogliere materiale di questo tipo includendolo in diverse raccolte”, rileva Klemenc dicendo di aver reperito una pubblicazione risalente agli anni ‘60 a Firenze in una libreria, che aveva dei rimasugli rovinati dal tempo e non voleva neanche venderli. “Il musicologo triestino Roberto Starec ha fatto uno studio ancora più approfondito ricercando l’origine delle canzoni, tra sacre, rinascimentali, con origini piemontesi o addirittura siciliane portate e diffuse in Istria dai militari tornati dalla guerra. Essendo del materiale vivo e plastico, questi motivi venivano adattati raggiungendo luoghi diversi e man mano cambiavano i nomi dei posti e delle persone”, racconta Klemenc spiegando che in qualche modo sono stati questi i suoi autori di riferimento, ma ha comunque poi verificato personalmente sul territorio da Capodistria a Umago, da Cittanova a Buie, tra quanti ancora oggi cantano queste canzoni.
”È interessante confrontare”, osserva Klemenc, “le versioni odierne con quelle di sessanta o settant’anni fa. Il 90 per cento è uguale, perché esiste ancora questa linea diretta del passato ma lentamente sta scomparendo, poiché è un processo del tutto naturale. Nascono nuovi generi, nuove abitudini e una nuova musica”. Per avvicinare la musica tradizionale alle generazioni più giovani, i Calegaria la propongono in una forma che si avvicina ai suoni e ai gusti odierni, pur rispettando le melodie originali. Oltre agli strumenti tradizionali come il mandolino e la fisarmonica, si avvalgono di basso, batteria, percussioni, chitarre e tastiere. “Non facciamo musica solamente per essere ascoltati dai fruitori, ma il vero successo è quando vediamo che essa entra nell’essenza delle persone, quando cominciano a cantarla. Alcuni genitori mi hanno detto che i loro figli conoscono questi brani e li canticchiano. Quindi mi vien da dire, che non è soltanto una musica di ieri e oggi, ma può diventare una musica di domani”, ha rimarcato Klemenc.
Il nome del gruppo musicale rimanda alla via principale del centro storico di Capodistria e l’organico conta oltre ai “membri storici” quali Klemenc alle tastiere e voce e Jadranko Oblak alla fisarmonica e voce, pure il cantante Stefano Hering, Valentin Destradi alla batteria, Dražen Petek alla chitarra e voce e Piero Pocecco al basso e voce. Dall’esordio si esibiscono regolarmente in numerose manifestazioni, soprattutto in Istria. Recentemente hanno letteralmente riempito l’antico magazzino del sale capodistriano, la Taverna, partecipando a Folkest, dove hanno presentato il loro ultimo CD “Calegaria IV”, album che segue i tre precedenti, “Primo” (2007), “2” (2009) e “Calegaria & friends” (2016). Il nuovo lavoro, realizzato con il sostegno della Comunità degli Italiani “Santorio Santorio” nell’ambito del programma culturale della CAN di Capodistria, con il cofinanziamento del Comune, del Ministero della Cultura e dell’Unione Italiana,.contiene quattordici brani, tutti arrangiati da Klemenc, tra l’altro direttore artistico dell’ensemble e trattano temi come l’amore, la guerra, lo scherzo, la semplice vita quotidiana di un tempo. La registrazione, il missaggio e la masterizzazione sono stati eseguiti presso lo studio di Tribano, frazione di Buie, dall’ingegnere del suono Lari Šain. Le immagini che riprendono degli scorci urbani del centro storico di Capodistria rappresentati sulla confezione e sul libretto sono realizzate dalla pittrice Fulvia Zudič, mentre le fotografie sono di Aleš Rosa. “Ci piacerebbe presentare più spesso la nostra musica presso le Comunità degli Italiani istriane, in modo da mantenere vivo questo nostro bagaglio culturale, anche attraverso progetti di questo genere da diffondere tra la gente”, ha concluso Klemenc.

L’attuale formazione dei Calegaria.
Foto: MARIELLA_MEHLE

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