Addio code estive? Lubiana annuncia passi concreti sulla strada verso l’Istria

La ministra Bratušek annuncia la ripartenza del progetto della strada veloce Capodistria–Dragogna

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Addio code estive? Lubiana annuncia passi concreti sulla strada verso l’Istria
Auto in voda vicino al confine croato-sloveno a Dragogna. Foto: Borut Zivulovic/FA Bobo/PIXSELL

Da anni se ne parla come di un’opera strategica rimasta sospesa tra promesse e rinvii. Ora, però, la costruzione della strada veloce tra Capodistria e Dragogna, destinata a collegare direttamente il sistema viario sloveno con il confine croato e l’Istria, sembra avvicinarsi a una svolta concreta. Un progetto atteso a lungo da amministratori locali, politici nazionali croati e comitati civici, che hanno più volte sollecitato l’avvio dei lavori per risolvere una delle criticità più gravi della mobilità transfrontaliera.

Il tratto tra Capodistria e il confine con la Croazia è infatti da anni un collo di bottiglia, soprattutto nei mesi estivi, quando il traffico turistico verso l’Istria provoca code interminabili e forti disagi per residenti e visitatori. Secondo quanto annunciato dalle autorità slovene, la futura strada veloce Capodistria–Dragogna dovrebbe alleggerire in modo significativo le attuali strade locali, migliorando la fluidità dei collegamenti e riducendo l’impatto del traffico sui centri abitati.

A confermare il cambio di passo è stata Alenka Bratušek, ministra slovena competente per le infrastrutture, spiegando, come riportato da istrain.hr, che il governo ha avviato una serie di misure per sbloccare definitivamente il progetto. Tra queste, la chiusura della tangenziale di Sermin e l’avvio della costruzione della circonvallazione di Bertocchi, entrambe strettamente legate alle attività del porto di Capodistria e pensate per redistribuire i flussi di traffico.

Un altro passaggio significativo è arrivato con l’abolizione delle vignette su alcune tratte chiave. Dal primo gennaio, le strade tra Scoffie e Capodistria e tra Capodistria e Isola sono state riclassificate come strade statali, rendendo non più necessario il pedaggio. Una decisione che, secondo Bratušek, corregge una situazione irrisolta da oltre dieci anni e rappresenta una soluzione temporanea in attesa della realizzazione della nuova arteria.

La ministra ha sottolineato che il percorso non è stato privo di ostacoli, ma che grazie alla collaborazione con le autorità regionali e comunali diversi nodi sono stati sciolti. L’obiettivo dichiarato è l’adozione del piano regolatore statale per la strada veloce Capodistria–Dragogna entro l’estate del 2027. Non un orizzonte decennale, ha precisato Bratušek, ma una serie di passaggi ancora necessari e ritenuti realistici, anche grazie alla semplificazione delle procedure avviata insieme al ministro Novak.

L’eliminazione delle vignette viene considerata una misura transitoria, ma già ora capace di facilitare la vita quotidiana dei residenti nelle zone di confine e di ridurre i costi di spostamento verso l’Italia e la Croazia. Allo stesso tempo, la riclassificazione delle strade viene letta come un tassello importante verso una maggiore integrazione infrastrutturale della regione, in vista dell’aumento dei flussi turistici e del ruolo strategico del corridoio E751, che collega l’Istria al porto di Capodistria e alla rete autostradale europea.

L’iniziativa

L’annuncio ha avuto un’eco immediata anche tra coloro che da anni tengono alta l’attenzione pubblica sul tema, in particolare all’interno della Iniziativa civica per la qualità della vita dell’Istria settentrionale, attiva su entrambi i lati del confine. Il comitato è più volte intervenuto sui media e presso le istituzioni slovene denunciando le code di ore nella valle del Dragogna e il conseguente riversarsi del traffico sulle strade locali.

Secondo i promotori, la situazione è diventata ormai insostenibile e viene tollerata da troppo tempo, soprattutto a fronte di un evidente squilibrio infrastrutturale: la Croazia ha portato le autostrade fino al confine, mentre sul lato sloveno manca ancora il collegamento decisivo. Nei fine settimana e nei periodi di punta, denunciano, le strade locali e non classificate dell’area di Buie e del Pinguentino vengono messe a dura prova da flussi di traffico che cercano di raggiungere il mare il più rapidamente possibile.

“I turisti provenienti da Austria, Italia e Germania restano pazientemente fermi per tre ore nella valle del Dragogna. E conoscono bene le scorciatoie”, ha osservato Robert Marušić di Pinguente, parlando a nome dell’Iniziativa e sottolineando come il problema non riguardi solo il turismo, ma anche la qualità della vita dei residenti.

La stessa Iniziativa ha colto l’occasione della visita del governo sloveno nella regione costiero-carsica per lanciare un appello pubblico ai media, invitandoli a seguire da vicino gli incontri istituzionali e a verificare se alle dichiarazioni sulla necessità della strada veloce verso l’Istria croata seguiranno finalmente scadenze e impegni concreti.

Già alla fine dello scorso anno, ricorda jutarnji.hr, il gruppo aveva inviato una lettera aperta all’Ufficio della presidente della Repubblica di Slovenia, Nataša Pirc Musar, richiamando l’attenzione sulla paralisi del traffico verso l’Istria croata e chiedendo un segnale politico più chiaro.

Nella risposta ufficiale, l’Ufficio della presidenza ha riconosciuto l’importanza del ruolo delle iniziative civiche, sottolineando che il benessere a lungo termine dell’Istria, slovena e croata, può essere garantito solo attraverso la cooperazione tra tutti gli attori, a livello locale e statale, e la ricerca di soluzioni condivise. Allo stesso tempo è stato ribadito che le risposte operative devono arrivare principalmente dai governi e dai ministeri competenti dei due Paesi, mentre i capi di Stato possono sostenere, nei limiti delle loro prerogative, i percorsi di collaborazione e di buon vicinato.

Ancora prima, nel giugno 2024, l’iniziativa si era rivolta direttamente al governo sloveno, ottenendo una risposta dal ministero delle Infrastrutture. In quell’occasione, Lubiana aveva confermato la volontà di migliorare i collegamenti stradali e la gestione del traffico di transito, evidenziando però anche i forti limiti territoriali della zona dell’Istria slovena, dove risulta complesso individuare tracciati che non incidano sui centri abitati e sull’ambiente.

Il ministero aveva ricordato che l’attuale strategia di sviluppo infrastrutturale prevede proprio la realizzazione della strada veloce Capodistria–Dragogna per alleggerire il traffico di attraversamento, insieme al tratto Jagodje–Santa Lucia come completamento del collegamento costiero da Scoffie a Santa Lucia. Nella stessa risposta si spiegava che per la Capodistria–Dragogna è in fase di elaborazione il piano regolatore statale, un iter rallentato da lunghi confronti e dalle opposizioni di una parte della popolazione, in particolare nell’area della comunità locale di San Canziano a Capodistria. Solo dopo l’approvazione definitiva del piano, concludeva il ministero, potranno partire le fasi preparatorie e la costruzione vera e propria dell’opera.

Miletić all’ambasciatore sloveno: «Soluzioni necessarie»

In parallelo, la questione della viabilità transfrontaliera è stata rilanciata anche sul piano politico locale. In occasione del ricevimento ufficiale per l’ambasciatore della Repubblica di Slovenia, Gašper Dovžan, il presidente della Regione istriana Boris Miletić, ha riportato al centro del confronto il tema dei collegamenti stradali tra l’Istria e la Slovenia, nonché quello dei valichi di confine.

Miletić ha sottolineato in particolare la necessità di realizzare un’infrastruttura stradale adeguata verso il confine, osservando come le soluzioni attuali generino costi aggiuntivi e un carico significativo per l’economia locale.

“Desidero ribadire ancora una volta l’urgenza di aprire il valico di San Quirico al traffico merci”, ha affermato il governatore istriano, ricordando che negli ultimi anni i mezzi pesanti sono stati dirottati verso il passaggio di Castelvenere, con un impatto economico rilevante per i trasportatori e per le imprese dell’Istria nord-orientale.

Secondo Miletić, un miglior collegamento stradale con l’autostrada slovena consentirebbe di alleggerire sensibilmente la pressione sulle strade locali e di aumentare la sicurezza della circolazione, soprattutto durante la stagione turistica, quando i flussi di traffico raggiungono i livelli più elevati. Si tratta, ha concluso, di una questione infrastrutturale di interesse comune, destinata a produrre benefici concreti sia per i cittadini sia per il sistema economico su entrambi i lati del confine.

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