Buie. Rinasce il capitello di San Zenone

Valida iniziativa di recupero degli elementi architettonici rudimentali legati al territorio

Valter Turčinović, don Mladen Juvenal Milohanić, don Marcin Madej e Fabrizio Vižintin

Nella campagna di Supiga, a Buie, non lontano dall’insediamento di San Sebastiano, è stato inaugurato ufficialmente il neo ricostruito capitello di San Zenone, il primo di una serie nell’ambito del progetto cittadino inerente la ricostruzione e valorizzazione dei capitelli presenti sul territorio. Si tratta di un’iniziativa promossa dal fotografo Slađan Dragojević e dal poeta Valter Turčinović, sostenuta pienamente dal sindaco, Fabrizio Vižintin. I lavori di riassetto sono stati eseguiti dall’impresa “Metior – gradnja” e sono stati finanziati in toto dal Bilancio cittadino. Vižintin ha sottolineato che il progetto, che verrà candidato ai bandi dell’UE, comprende la ricostruzione di una serie di capitelli. Un tempo numerosi nelle campagne e contrade buiesi, davano il nome del Santo che ospitavano alle località in cui erano siti e agli itinerari turistici legati alla toponomastica. I capitelli sono architetture rudimentali, dalla forma caratteristica, che rientrano a pieno titolo tra le opere più significative del passato, in quanto fanno parte di un bagaglio culturale, di una coscienza collettiva, di una tradizione popolare, avendo uno stretto legame con il territorio.
Una poesia incisa sul marmo
Nel prendere la parola Turčinović ha sottolineato il valore dell’intero progetto, riferendosi anche ai momenti storici in cui le cappelle e le processioni rivestivano una grande importanza. A fianco del capitello è stata posta una targa con incisa una poesia che Turčinović ha scritto e letto al pubblico per l’occasione. Tra versi e rime in dialetto buiese ha evocato i tempi passati e l’importanza di non dimenticare le tradizioni e la nostra storia, rilevando pure i benefici futuri che tale progetto porterà alla comunità. “Che pregàndo su l´ajùto de Dìo/tòrno Bùje denòvo se crearà,/con l´ajùto ànca de la sità/la sùa rinovàda vècia cornìşe/e a nòi le nòstre, fònde radìşe”, recitano alcuni versi della poesia.
Turčinović ha colto pure l’occasione per rivolgere alcune parole a nome di Dragojević, che non ha potuto presenziare all’inaugurazione del rinnovato capitello, dal quale ha tratto l’ispirazione per il progetto dopo averlo fotografato più volte prima della ricostruzione. Da qui l’idea di rinnovarne quanti più possibile, a partire da quello di San Zenone, che oltre a essere il protettore dei pescatori, è noto anche come protettore dei neonati. La sua ricostruzione assume quindi un doppio significato, essendo il primo a essere (ri)nato.

Il ricostruito capitello di San Zenone

Segni che raccontano la storia
“I capitelli, da quello più modesto a quello più riccamente decorato, si trovano non soltanto all’interno dei paesi, ma spesso sono presenti agli incroci delle strade o ai limiti di un confine, oppure, come questo, nei luoghi legati alla vita rurale d’un tempo. Si trovano lungo le strade di campagna, nei borghi e nelle periferie delle piccole e grandi città. Vengono intravisti quasi per caso, durante una passeggiata a piedi o in bicicletta, ma anche quando si percorre una via in tutta fretta”, dice Turčinović, spiegando come i capitelli, presenti sul territorio da decenni, se non da secoli, sono segno di una devozione popolare che si è tramandata da generazione in generazione. Custodiscono immagini sacre, statue, alle volte anche affreschi, oggetti e intenzioni di preghiera. Segnano un percorso, invitano alla preghiera, rassicurando e incoraggiando il passante. Il capitello è l’espressione di un popolo e della sua cultura ed è spesso edificato come ex voto, in segno di riconoscimento alla Madonna o ai Santi per uno scampato pericolo da qualche calamità o altra ragione personale o sociale.
Don Mladen Juvenal Milohanić ha percorso i fatti storici relativi al Santo, rilevando le usanze dei proprietari terrieri più ricchi, che nel corso della storia costruivano un capitello nella loro proprietà, per mostrare il proprio stato sociale e l’origine. In conclusione è stato il parroco di Buie, Marcin Madej, a benedire il capitello, che nei prossimi giorni dovrebbe accogliere una statuetta di San Zenone, fatta artigianalmente da un artista locale. All’inaugurazione, oltre a diversi ricercatori storici, hanno presenziato pure Rino Duniš, presidente del Consiglio cittadino, Valter Bassanese, direttore dell’Ente turistico locale e Vladimir Torbica, assessore regionale alla Cultura.

Facebook Commenti