La Bosnia «salva» Zdravko Mamić

Foto: Petar Glebov/PIXSELL

Il Tribunale di Sarajevo ha respinto sia la richiesta di estradizione emesso dalle autorità di giustizia croate nei confronti di Zdravko Mamić sia il carcere preventivo per l’ex ambiguo dirigente della società calcistica Dinamo. Il Tribunale, tuttavia, ha ordinato il sequestro dei documenti e decretato il divieto di abbandono del Paese.

Mamić di fronte ai giornalisti ha ” intonato” la solita musica ripetendo che nei suoi confronti sarebbe stato montato un processo politico. All fine dell’udienza, un’ora circa, l’ex padre padrone della Dinamo come solito fare in modo sardonico, ha detto che la “Bosnia è la sua speranza”.

L’avvocato difensore in terra bosniaca Zdravko Rajić, ha tenuto a dire che il suo cliente è in possesso della cittadinanza bosniacoerzegovese e di conseguenza rifiuta di essere estradato in Croazia, dopodiché il Tribunle bosniaco ha respinto la richiesta di estradizione e il carcere preventivo. Al di là di tutto è un altro segnale di come la collaborazione tra Croazia e Bosnia Erzegovina sia a livelli bassissimi.

Mamić, alfa e omega del calcio croato, si sta nascondendo dalle autorità croate a Međugorje da più di un anno. Dopo che l’ufficio anticorruzione USKOK ha sollevato un nuovo atto d’accusa, il Tribunale di Osijek vuole avere Mamić in aula per l’accusa di aver danneggiato la Dinamo sfruttando la societć calcistica per profitti personali.
Ricordiamo, Zdravko Mamić, è stato condannato in primo grado dal Tribunale di Osijek a 6 anni e mezzo di reclusione per appropriazione indebita di 116 milione di kune dalla squadra calcistica da lui controllata.

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