Zagabria. 50 anni al killer della SE Prečko

Lo scorso 20 dicembre il 20.enne è entrato in una scuola elementare della capitale uccidendo un alunno e ferendone altri quattro

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Zagabria. 50 anni al killer della SE Prečko
Il 20.enne viene tradotto in carcere Foto: Marko Lukunic/PIXSELL

Il Tribunale della Regione di Zagabria ha condannato a 50 anni di carcere L. M., 20 anni, riconosciuto colpevole dell’omicidio aggravato di un bambino, di quattro tentati omicidi aggravati e di 50 reati di violazione dei diritti del minore per l’attacco avvenuto nel dicembre dello scorso anno nella scuola elementare Prečko, nella capitale croata. La sentenza è di primo grado e non ancora definitiva.

La lettura del verdetto si è svolta a porte chiuse, in applicazione della legge sui procedimenti che coinvolgono minori, con l’obiettivo di tutelare le vittime. La giudice ha comunicato inizialmente la decisione alle parti processuali e ai familiari, informando successivamente i media in forma sintetica. L’imputato, che aveva chiesto di non essere presente, non era obbligato per legge ad assistere alla pronuncia della sentenza.

In aula erano presenti alcuni genitori dei bambini coinvolti e i loro rappresentanti legali. Il processo ha ricostruito una vicenda che ha profondamente scosso l’opinione pubblica croata.

La vicenda

Secondo l’accusa della Procura della Regione di Zagabria, il 20 dicembre scorso l’imputato si sarebbe recato nella scuola durante l’orario delle lezioni con l’intento premeditato di uccidere alunni e personale scolastico, pienamente consapevole della giovane età delle vittime. Una volta entrato nell’edificio, ha aggredito con un coltello un’insegnante e diversi bambini. Nell’attacco un alunno è morto, mentre l’insegnante e tre bambini hanno riportato ferite gravissime. Le aggressioni sarebbero avvenute davanti ad altri studenti.

Dopo l’assalto, il giovane, ex alunno della scuola, è fuggito in un vicino ambulatorio sanitario, dove ha tentato il suicidio. È stato successivamente arrestato e posto in custodia cautelare, misura che la procura aveva chiesto di prorogare per il rischio di reiterazione del reato e per la particolare gravità dei fatti contestati.

La tragedia aveva provocato un’ondata di commozione in tutto il Paese. Il giorno successivo all’attacco, in tutta la Croazia era stato proclamato giorno di lutto nazionale, mentre il ministro dell’Istruzione Radovan Fuchs aveva annunciato nuove misure di sicurezza, tra cui l’obbligo di chiusura e messa in sicurezza degli edifici scolastici.

La sentenza potrà ora essere impugnata in appello.

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