Gettò la figlia nella Sava: 15 anni alla madre

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Gettò la figlia  nella Sava: 15  anni alla madre
Le ricerche di un anno fa nel fiume Sava, a Zagabria. Foto: Matija Habljak/PIXSELL

Il Collegio giudicante del Tribunale regionale di Zagabria ha condannato in primo grado a 15 anni di carcere una donna di 35 anni per l’omicidio aggravato della figlia di tre anni, gettata nel fiume Sava a Zagabria, nel gennaio del 2025.

Oltre alla pena detentiva, il Tribunale ha disposto per l’imputata una misura di trattamento psichiatrico obbligatorio e ha stabilito che, una volta scontata la condanna, la donna sarà sottoposta a sorveglianza rafforzata. È stata inoltre prorogata la custodia cautelare.

Secondo l’atto d’accusa della Procura della Regione di Zagabria, la donna è ritenuta responsabile di aver commesso il reato di omicidio aggravato il 15 gennaio ai danni della figlia, nata nel 2021.

Alla fine di aprile, la polizia ha reso noto che l’Interpol di Belgrado aveva informato il Ministero dell’Interno croato del ritrovamento, nel fiume Sava a Belgrado, del corpo di una bambina. Il cadavere era stato individuato già nel mese di marzo e, grazie alla cooperazione internazionale e alle analisi del DNA, è stata accertata la corrispondenza con la minore scomparsa a Zagabria.

Le ricerche della bambina avevano coinvolto per settimane l’intero tratto della Sava a Zagabria e nella Regione, con l’impiego di polizia, vigili del fuoco e soccorso alpino, supportati da imbarcazioni, droni e scanner subacquei. Il giorno successivo alla scomparsa, era stata la stessa madre a riferire alla polizia di essere entrata nel fiume con la figlia.

Il Centro croato per il lavoro sociale ha infine precisato che la famiglia non era mai stata seguita dai servizi sociali né erano state adottate misure di tutela.

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