Voto UI. Esito scontato o quasi

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Voto UI. Esito scontato o quasi

La battaglia per le modifiche statutarie alle ultime sessioni dell’Assemblea dell’Unione Italiana aveva fatto ritenere a molti che la competizione elettorale in vista delle elezioni del 26 giugno sarebbe stata molto accesa. Ma chi si era illuso che fosse possibile, fermo restando l’attuale sistema elettorale imperniato sulle Comunità quali circoscrizioni elettorali per l’elezione dei consiglieri assembleari, un confronto acceso, non ha potuto che restare con l’amaro in bocca. Certo c’è il confronto al vertice per la carica di presidente dell’Unione Italiana fra Maurizio Tremul e Felice Žiža, ci sono ad esempio quindici candidati, sicuramente di peso, in lizza a Pola per i sei seggi nell’Assemblea appannaggio della Città dell’Arena. Ma per il resto siamo di fronte daccapo al fenomeno delle candidature blindate, con l’esito pressoché scontato in partenza delle prossime elezioni UI. Il nome del presidente della Giunta – una volta eliminato dalla corsa Sandro Damiani per numero insufficiente di firme valide – è già noto e risaputo: la conferma di Marin Corva è fuori discussione. Basta un voto. Si ripete in pratica, a parti invertite, lo scenario delle scorse elezioni quando era stato Maurizio Tremul l’unico candidato in lizza per la carica di presidente dell’UI.
Per quanto concerne l’Assemblea di fatto la maggioranza assoluta dei nominativi è pure nota e risaputa in quanto in ben 39 CI su 75 il numero dei candidati è pari a quello dei seggi a disposizione. La corrente di pensiero che potremmo definire alternativa, che proponeva modifiche radicali allo Statuto (che non sono riuscite a superare la prova del voto), sembra quasi si sia dissolta come neve al sole quando si è trattato di mettere a punto delle candidature forti per la Giunta – per forti s’intende soprattutto corroborate da un numero congruo di sottoscrizioni a prova di scivoloni – e d’intessere una rete sul piano locale che desse spazio a una dialettica d’opinioni… e di candidati. Il grosso dei piccoli sodalizi con un seggio in Assemblea presenta, dunque, un solo candidato: Albona, Ancarano, Bertocchi, Castelvenere, Cherso, Cittanova, Crassiza, le due CI di Isola, Crevatini, Kutina, Laurana, Levade-Gradigne, Lipik, Matterada, Momiano,, Mompaderno, Montona, Orsera, Salvore, Santa Domenica, San Lorenzo Babici, Sissano, Spalato, Sterna, Torre, Veglia, Villanova, Visignano, Zagabria, Zara. Di quelli intermedi, con due seggi, le candidature blindate ci sono a Verteneglio, Dignano e Gallesano: località importanti con un ruolo storico nella CNI. Per il resto, con poche eccezioni, tra cui Pola e Rovigno, dove evidentemente ci sarà un confronto politico di rilievo, il numero dei candidati è di poco superiore ai posti a disposizione. Alla fine dell’aspro dibattito statutario, a livello elettorale almeno, è rimasto poco. Che dire? Tanto rumore per nulla, tutto scontato in partenza. Con un’Assemblea in buona parte blindata. Sembra quasi che tutti siano rimasti fin dall’inizio alla finestra ad attendere l’esito dell’unico confronto alla fine rimasto, quello al vertice.

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