Si è tenuto ieri a Buie il primo incontro tra i deputati della Comunità Nazionale Italiana nei Parlamenti di Croazia e Slovenia. Marin Corva, subentrato al Sabor lo scorso mese, e Felice Ziza hanno avuto l’occasione di affrontare diversi argomenti che riguardano la CNI e il territorio di insediamento storico. “I rapporti tra me e Marin Corva erano già ottimi, e ora che ha assunto l’incarico di deputato la collaborazione vuole diventare ancora più importante e consistente, soprattutto a livello nazionale, tramite i due Parlamenti e tramite i due uffici governativi che si occupano delle minoranze nazionali (l’Ufficio del Governo della Repubblica di Slovenia per le nazionalità e l’Ufficio per i diritti umani e per i diritti delle minoranze nazionali della Croazia, nda)”, ha commentato Ziza. “Vogliamo essere vicini a tutti i nostri connazionali, lavorare sul territorio e per il bene delle nostre istituzioni”, ha aggiunto. Diversi gli argomenti trattati nella giornata di ieri. Tra gli altri, la questione del riconoscimento dell’Unione Italiana di Fiume in Slovenia, definita da Corva “una necessità”. Corva ha spiegato che “dalla nostra fondazione nel 1991, in seguito alla fine dell’Unione degli Italiani dell’Istria e di Fiume, abbiamo deciso di inserire nei nostri organi sia rappresentanti della Croazia che rappresentanti della Slovenia”. Tuttavia, ad oggi l’UI “è riconosciuta come rappresentanza politica soltanto da Croazia e Italia; lavoreremo affinché tale riconoscimento arrivi anche da Lubiana”, ha affermato Ziza. Diventerebbe perciò sempre più importante, a detta di Corva, intervenire, “per poter gestire al meglio le attività che vengono svolte a favore delle istituzioni e dei connazionali che hanno residenza in Slovenia”.
Una nuova istituzione comune?
Altro punto trattato è stato “il riconoscimento di TV e Radio Capodistria come istituzione comune della CNI, come lo sono il Dramma Italiano, l’Edit, l’Unione Italiana e il Centro di Ricerche Storiche di Rovigno”, ha spiegato Ziza, “a favore dei diritti acquisiti sul territorio nell’ambito dell’informazione pubblica”. In questo ambito “volevamo anche inserire Radio Fiume e Radio Pola come centro informativo comune della CNI in Croazia e Slovenia, affinché collaborino, cosa che ancora non è successa”. Il deputato alla Camera di Stato slovena ha inoltre dichiarato che l’Ufficio del Governo di Lubiana ha mandato una lettera al corrispettivo di Zagabria per organizzare un incontro alla presenza anche dei due deputati CNI, riunione che dovrebbe avvenire in autunno.
Autostrada, una questione aperta
All’ordine del giorno anche la discussione riguardo i collegamenti autostradali tra la Croazia e l’Italia. “È necessario concludere il collegamento autostradale tra la Croazia e l’Italia; questa questione tocca più che altro la Slovenia perché la Croazia ha portato un pezzo di autostrada fino a Rupa, e dunque fino al confine, e un altro pezzo di autostrada in direzione dell’Istria, collegando l’Ipsilon istriana alla Dragogna. È un argomento che incide fortemente sulla qualità della vita dei nostri connazionali, in particolar modo coloro che vivono nelle zone transfrontaliere”, ha affermato Corva. “I collegamenti autostradali tra Capodistria e il confine croato, quindi l’autostrada che è in progetto da molti anni ma che non è stata ancora realizzata, sono un problema attuale su tutto il nostro territorio – ha aggiunto Ziza –. Il Governo sloveno accoglierà entro il 2027 il Piano Regolatore Nazionale per l’inserimento ambientale dell’autostrada, per capirne la fattibilità, e successivamente, fino al 2030, saranno realizzati progetti e verranno acquistati i terreni per poi costruire l’autostrada, i cui lavori di realizzazione dovrebbero cominciare entro il 2030. Ci teniamo anche a ribadire che è necessario stimolare Roma per verificare cosa rimane ancora da attuare in base al Trattato di Osimo del 1975, siglato all’epoca tra Italia e Jugoslavia e ratificato successivamente da Croazia e Slovenia, che si sono così assunte la responsabilità di portarne avanti tutte le norme. Lo scorso anno, insieme alla deputata SD Meira Hot, sono riuscito ad eliminare il bollino autostradale tra Rabuiese e Capodistria. Lubiana, però, non ha basato tale decisione sul Trattato di Osimo, ma su altre classificazioni delle strade, inserendola a regime temporaneo. Nel momento in cui sarà realizzata una tratta autostradale tra Capodistria e la Dragogna l’intenzione è quella di inserire il bollino nuovamente, e perciò è importante che l’Italia richieda un incontro con Slovenia e Croazia per affermare che nell’ex Zona B, come nell’ex Zona A italiana, i tratti autostradali non si debbano pagare. Il Trattato di Osimo prevede infatti che ogni cosa che viene modificata nei tre Stati, nell’ex Zona A e nell’ex Zona B, per quanto riguarda il traffico, le strade e le autostrade, deve essere sempre presa come decisione trilaterale. La decisione sul pagamento della vignetta è stata invece presa dalla Slovenia unilateralmente”.
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