Vittime civili, il Sabor approva: indennità più alte e nuovi criteri

Cambiano i criteri di calcolo per le indennità: 2 milioni di euro per garantire cure e dignità a oltre duemila beneficiari

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Vittime civili, il Sabor approva: indennità più alte e nuovi criteri
Darko Nekić Foto: Patrik Macek/PIXSELL

Un riconoscimento atteso da tempo che va oltre il semplice sostegno economico. Venerdì, i deputati del Sabor hanno espresso un sostegno corale alla proposta del Governo di modificare la Legge sulle vittime civili della Guerra patriottica, con l’obiettivo di potenziare il sistema di assistenza e sanare storiche disparità.

Il dibattito in aula ha messo in luce il valore strategico di chi, pur senza indossare una divisa, ha permesso al Paese di resistere. “Noi, che eravamo soldati, non saremmo stati tali se non avessimo avuto cibo, acqua ed elettricità”, ha ricordato con forza Petar Šimić (HDZ). “Questi servizi venivano garantiti da civili che spesso sono rimasti vittime sul lavoro. Con queste modifiche stiamo correggendo un’ingiustizia nei loro confronti”, ha detto.

Addio alla base fissa del 2001

Il cuore della riforma risiede nel meccanismo di calcolo dei sussidi. Il sgretario di Stato presso il Ministero dei Difensori, Darko Nekić, ha spiegato che la vecchia base di calcolo, ferma a 441,44 euro dal lontano 2001, verrà finalmente mandata in pensione.
D’ora in avanti, sarà il Governo a fissare annualmente la base di riferimento, con la garanzia che non potrà mai essere inferiore a quella dell’anno precedente. Per il 2026, la decisione sulla nuova cifra sarà presa entro 30 giorni dall’entrata in vigore della legge, ma i beneficiari riceveranno gli aumenti con effetto retroattivo a partire dal 1° gennaio.

Trasparenza e nodi critici

Nonostante il clima di favore, non sono mancate le richieste di chiarimento dalle opposizioni.Martina Vlašić Iljkić e Boris Piližota (SDP) hanno sollevato dubbi sull’alto numero di richieste respinte (473 su 1.351 totali), citando casi di dinieghi basati su dati riservati. Il segretario di Stato Nekić ha però rassicurato l’aula: “Ogni decisione è impugnabile in tribunale, e i giudici possono richiedere la declassificazione dei documenti”.
Ivica Ledenko (Most) ha chiesto maggiore precisione nel riconoscimento degli status, lamentando l’assenza di un “registro degli aggressori” per evitare truffe.

Nediljko Gabričević (HSU) e Dragana Jeckov (SDSS) hanno interrogato il Governo sulla tenuta del bilancio. La risposta del Ministero punta su una proiezione di 2 milioni di euro, ritenuti sufficienti per coprire i nuovi aventi diritto.

Al termine del 2025, i beneficiari totali (tra vecchia e nuova legge) erano 2.035: la maggior parte riceve un’indennità di invalidità personale (1.493 persone), mentre 542 percepiscono indennità familiari. Le nuove norme permetteranno di adeguare non solo le pensioni di invalidità, ma anche i supplementi per l’assistenza domiciliare e le indennità ortopediche.
La legge entrerà in vigore otto giorni dopo la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale, segnando un passo avanti decisivo nella tutela di chi, pur non imbracciando un fucile, ha pagato il prezzo più alto per la libertà della Croazia.

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