Virus, lockdown, crisi? Venti miliardi di kune di depositi in più

Nonostante la pandemia e il drastico e storico calo del Pil, nei primi otto mesi di quest’anno i conti bancari dei privati cittadini e delle aziende si sono rimpinguati di quasi 20 miliardi di kune, superando i 322 miliardi in totale. In media i risparmi sono saliti di 3,2 miliardi al mese ed entro la fine dell’anno probabilmente la cifra aumenterà di qualche miliardo ancora. Stando ai risultati dell’Inchiesta sullo stato delle finanze e delle spese, effettuata dalla Banca centrale croata (Hnb), la Croazia ha un coefficiente di distribuzione delle entrate pari a 0,5, il che la pone tra gli Stati in cui la disuguaglianza è maggiore, anche perché le disparità aumentano di giorno in giorno.
Osservando i 220 miliardi in mano globalmente a 3 milioni di cittadini, risulta che 51mila persone (l’1,7 per cento dei risparmiatori) hanno depositati in banca più di un milione di kune. La media pro capite è di 6.571 euro. Di regola finisce sul libretto di risparmio il 50,7 per cento delle proprietà finanziarie dei nuclei familiari. Come dire, proprio nell’anno in cui si è verificata la più grande crisi che il mondo finanziario ricordi, i cittadini croati hanno riposto in banca quasi 20 miliardi di kune.
L’altra faccia della medaglia è costituita però dai 16,4 miliardi di debiti a carico di circa 250mila cittadini, che, con le loro famiglie, costituiscono più del 10 per cento della popolazione. Sono 83mila i concittadini nei cui confronti è stato avviato il procedimento per fallimento personale (bancarotta). Il dato forse più preoccupante è che si tratta di debiti inferiori alle 20mila kune.

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