L’ex ministro della Salute, Vili Beroš, ha ripreso servizio oggi, lunedì 3 novembre, presso l’Ospedale universitario “Sestre milosrdnice” di Zagabria, dove tornerà a occuparsi di chirurgia spinale e del trattamento delle malattie della colonna vertebrale. La notizia è stata confermata dall’ospedale, precisando che Beroš ha ripreso l’attività ufficialemente come medico specialista neurochirurgo presso il Dipartimento di Chirurgia Spinale.
Dopo sette anni trascorsi al Ministero della Salute, Beroš è così tornato alla clinica di neurochirurgia, dove aveva lavorato prima della sua nomina a ministro nel 2020. È rientrato in servizio lunedì mattina, partecipando subito alle attività del reparto e alla prima visita ai pazienti.
L’ex ministro si era candidato al concorso pubblico bandito dall’ospedale dopo aver lasciato il governo, periodo durante il quale ha usufruito del beneficio “6+6” riservato ai funzionari pubblici: sei mesi di stipendio pieno seguiti da altri sei mesi con il 50 per cento della retribuzione. Inizialmente si era ipotizzato che il suo contratto con Centro clinico ospedaliero non fosse mai stato formalmente interrotto, ma il Ministero della Giustizia e dell’Amministrazione ha successivamente confermato che il rapporto di lavoro era cessato per legge, consentendogli di partecipare al concorso a parità di condizioni con gli altri candidati.
Il ritorno di Beroš alla professione medica avviene tuttavia sullo sfondo del processo penale in cui è imputato per presunta corruzione. Secondo l’accusa dell’USKOK (L’Ufficio anti-corruzione croato) avrebbe ricevuto una tangente di 75.000 euro legata alla fornitura di apparecchiature mediche, causando un danno allo Stato di circa 740.000 euro.
Nell’ambito dell’affare “Microscopio”, alcuni coimputati – tra cui l’imprenditore Hrvoje Petrač, i suoi figli Novica e Nikola e l’uomo d’affari serbo Saša Pozder – hanno ammesso la propria colpevolezza e raggiunto un accordo con la procura. Resta invece da decidere, presso il Tribunale regionale di Zagabria, sull’ammissibilità dell’accusa nei confronti di Beroš e di altri tre imputati: Goran Roić, Krešimir Rotim e Tomo Pavić.
Il segretario di Stato al Ministero della Salute, Tomislav Dulibić, ha commentato a ottobre il ritorno di Beroš in corsia, definendolo “un neurochirurgo di altissimo livello” e ricordando che vale il principio della presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva.
Fonti ospedaliere hanno fatto sapere che Beroš è stato assegnato al Dipartimento di Chirurgia Spinale a tempo pieno e ha già ripreso le proprie attività cliniche. Il “Sestre milosrdnice” ha inoltre precisato che la selezione è avvenuta tramite concorso pubblico, al quale hanno partecipato altri due candidati, e che la commissione ha valutato all’unanimità il rispetto di tutti i requisiti richiesti per la posizione di medico specialista in neurochirurgia.
Parte dell’opinione pubblica, tuttavia, ha espresso perplessità sulla decisione del comitato di selezione, sottolineando che Beroš non operava da oltre sette anni, periodo in cui si era dedicato esclusivamente alla carriera politica.
Tutti i diritti riservati. La riproduzione, anche parziale, è possibile soltanto dietro autorizzazione dell’editore.
L’utente, previa registrazione, avrà la possibilità di commentare i contenuti proposti sul sito dell’Editore, ma dovrà farlo usando un linguaggio rispettoso della persona e del diritto alla diversa opinione, evitando espressioni offensive e ingiuriose, affinché la comunicazione sia, in quanto a contenuto e forma, civile.











































