Vicesindaci. Spazio anche alle minoranze

Il Sabor ha approvato la riforma delle autonomie locali e regionali. Sui sostituti dei primi cittadini accolta una serie di emendamenti nel segno del compromesso

Al centro il vicepresidente del Sabor e deputato della CNI, Furio Radin, durante la seduta di ieri

Una riforma delle autonomie locali e regionali imperniata sul compromesso, anche per quanto concerne i vicesindaci minoritari, quella varata ieri dal Sabor. Sono diverse le novità previste delle modifiche apportate alle Legge sull’autogoverno locale e territoriale e a alla normativa sulle elezioni amministrative, approvate le prime con 77 voti a favore e 51 contrari e le seconde con 78 sì e 47 no. Alle elezioni amministrative in programma nel mese di maggio del prossimo anno verranno eletti 568 vicesindaci in meno rispetto a quanti ve ne sono ora. Il numero dei consiglieri nelle Assemblee delle autonomie locali e regionali scenderà del 10 per cento. Anche se inizialmente il piano del governo era di tagliare ben 618 posti di vicesindaco, alla fine ha prevalso la linea del compromesso. Sono stati infatti accolti gli emendamenti presentati dal gruppo parlamentare dell’HDZ con i quali il diritto a un sostituto viene lasciato pure ai sindaci delle Città con oltre 10mila abitanti e non solo a quelli delle municipalità con più di 35mila abitanti. Nelle municipalità minori e nei Comuni i cui sindaci non si fregeranno di alcun vicesindaco, i primi cittadini all’inizio del mandato provvederanno a nominare un sostituto temporaneo che li sostituirà nel caso di un’assenza prolungata. La delibera relativa alla nomina potrà essere modificata nel corso del mandato.

 

Le etnie non sono tagliate fuori
La riforma, peraltro abbastanza contenuta delle autonomie locali e regionali, ha ottenuto i voti in primo luogo della maggioranza di governo, che ancora una volta ha fatto quadrato. Però anche in questo caso, potremmo dire, ha vinto lo spirito del compromesso. Nella Legge è stata inserita la disposizione, fortemente voluta dai deputati delle minoranze nazionali, in base alla quale il sindaco potrà scegliere il suo sostituto anche tra le file delle Comunità nazionali, ovvero del popolo croato là dove gli appartenenti alle etnie rappresentano la maggioranza della popolazione. Quindi vi sarà perlomeno la possibilità che il vicesindaco o il vicepresidente di Regione minoritario sostituiscano il sindaco, ovvero il presidente in caso di necessità.

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