Vera Begić condannata a 4 anni. Il papà della vittima: «Scandaloso»

L'ex capodipartimento per lo sport e la cultura tecnica della Città di Fiume causò l’incidente stradale che la notte di Ferragosto del 2018 costò la vita al 41.enne Igor Soldatić di Umago. Il padre Valter urla la sua rabbia: «Sono più che sicuro del fatto che questa sentenza sia stata condizionata dalla politica»

Vera Begić Blečić all'epoca in cui ricopriva l'incarico di capodipartimento per lo Sport e la Cultura tecnica della Città di Fiume

Vera Begić è stata condannata a quattro anni di reclusione. È questa la sentenza emessa dal Tribunale regionale di Pola, nel processo all’ex capodipartimento per lo sport e la cultura tecnica della Città di Fiume, colpevole dell’incidente stradale sulla Ypsilon istriana la notte del Ferragosto del 2018, quando guidando contromano causò la morte del 41.enne Igor Soldatić. Inoltre Vera Begić, che non era presente alla lettura della sentenza, non potrà mettersi alla guida di una vettura per i prossimi sette anni.
A rappresentarla in aula c’era il suo legale, Milenko Škrlec, che all’uscita dal Tribunale ha dichiarato come la sua cliente abbia sfruttato il suo diritto di non essere presente poiché provata dall’udienza di martedì, l’unica dopo quella preliminare tenutasi lo scorso fine settembre dinanzi al giudice preliminare.

I familiari della vittima Igor Soldatić durante la lettura della sentenza. Foto: Dusko Marusic/PIXSELL

In aula erano presenti la moglie, il padre, il fratello e la cognata della vittima, che alla lettura della sentenza sono scoppiati in lacrime. I familiari di Igor Soldatić pretendevano infatti una punizione molto più severa per l’ex capo dipartimento. A confermalo all’uscita dal Tribunale è stato il padre della vittima che, occhi gonfi e lucidi per il dolore, ha definito “vergognosa” la sentenza pronunciata dalla giudice. Ma non soltanto. Valter Soldatić si è infatti spinto oltre dicendo che “da questa sentenza emerge chiaramente la dipendenza del potere giudiziario dalla politica. “Non è possibile che un Tribunale condanni una persona a soli quattro anni di reclusione dopo che il giudice ha letto in aula per 15 minuti il referto dei medici sulle ferite riportate dalla vittima”, ha commentato Valter Soldatić, che già il giorno precedente aveva dichiarato di aspettarsi per Vera Begić una condanna a 11 anni. “Se questa è la giustizia, a qualcuno potrebbe venire in mente di investire appositamente una persona piuttosto che spararle. Così facendo sarebbe condannato a soli quattro e non a vent’anni di carcere”, ha detto il padre della vittima, aggiungendo che questa sentenza è tutt’altro che un bel esempio per i giovani. “Ripeto, sono più che sicuro del fatto che questa sentenza sia stata condizionata dalla politica”, ha continuato Valter Soldatić, dicendo che non è possibile condannare l’ex capodipartimento allo Sport e alla Cultura tecnica – colpevole di essersi messa al volante ubriaca, di avere guidato per oltre nove chilometri contromano sull’autostrada, di aver provocato un incidente stradale e di aver ucciso un uomo e ferite altre due persone – a soli quattro anni.

La vedova di Igor Soldatić, Tanja, esce dal Tribunale in lacrime. Foto Dusko Marusic/PIXSELL

«Faremo ricorso»
Il padre di Igor Soldatić ha successivamente dichiarato ai media che la sua famiglia farà sicuramente ricorso. “Penso che anche il procuratore di Stato regionale presenterà ricorso in appello”, ha poi rilevato Valter Soldatić, che non ritiene giusto che la Corte abbia preso in considerazione come attenuante il fatto che Vera Begić sia madre di un bambino di sette anni. A tale proposito, il padre della vittima ha evidenziato che il figlio della Begić riabbraccerà la madre una volta uscita di prigione, mentre il figlio di 10 anni di Igor non rivedrà e non riabbraccerà mai più suo padre. All’uscita dal Tribunale, anche la moglie di Igor Soldatić, Tanja, si è rivolta ai giornalisti, ma soltanto per dire, con voce rotta dall’emozione e dalle lacrime, che la sentenza emessa “è una vergogna, così come lo sono il sistema giudiziario e lo Stato in cui viviamo”.
Le attenuanti
Milenko Škrlec, avvocato difensore dell’imputata, si è limitato a dire che la sua cliente si aspettava una sentenza del genere. La giudice in aula ha affermato che nel prendere la decisione la Corte ha tenuto conto (come attenuanti) il fatto che l’imputata ha fin da subito ammesso la sua colpevolezza. Inoltre, in favore di Vera Begić ha giocato l’attenuante del figlio minorenne e il fatto che sia madre single.

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