Venezuela nel caos. Maduro resiste

Ieri, martedì 30 aprile, il leader dell’opposizione venezuelana Juan Guaidó ha provato a destituire il presidente Nicolas Maduro, dopo i mesi di stallo seguiti alla sua autoproclamazione come legittimo capo dello Stato del Venezuela. All’alba, Guaidò, riconosciuto da una cinquantina di Paesi, ha lanciato un appello a una rivolta militare in un video che lo mostra in una base aerea a Caracas, circondato da soldati armati, con l’obiettivo di mettere fine al regime di Maduro. Dopo una giornata di manifestazioni e violenti scontri con le forze di sicurezza leali al governo di Maduro, però, pare che sia cambiato poco: Maduro sembra avere ancora il controllo dell’esercito e tutto è nuovamente in stallo.
La Russia ha fatto sapere che i suoi militari sul campo non interverranno perché “non sono il tipo di soldati che conducono operazioni di combattimento”. Intanto, Facebook e Twitter sono stati bloccati in tutto il Paese. Il ministro della Difesa, generale Vladimir Padrino Lopez, ha però assicurato che nelle basi “la situazione è sotto controllo”.
Dagli Usa, il senatore repubblicano, Marco Rubio, esorta “gli ufficiali militari” venezuelani a sostenere Guaidò, nel suo “sforzo per ripristinare la democrazia”. “Questo è il momento di rispettare il giuramento costituzionale e difendere il legittimo presidente ad interim in questo sforzo per ripristinare la democrazia”, ha scritto Rubio su Twitter.

Facebook Commenti