Turisti in aumento, presenze in crescita, ma un’atmosfera più calma, quasi sbiadita rispetto alle estati passate. È il paradosso dell’estate 2024 sull’isola di Veglia (Krk), come raccontato dal sindaco Darijo Vasilić in un’intervista a N1. I dati ufficiali indicano un trend positivo, ma la percezione quotidiana è un’altra: meno folla, meno rumore, meno traffico. In sintesi: i turisti ci sono, ma si vedono meno.
“Il Comune di Veglia registra ogni anno un milione e mezzo di pernottamenti, mentre l’intera isola arriva a cinque-sei milioni. Sono cifre che rappresentano circa il 6% del traffico turistico a livello nazionale”, ha spiegato Vasilić. “I numeri sono buoni, nei primi sei mesi abbiamo registrato un lieve aumento rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Ci aspettiamo che questo trend positivo prosegua anche nel resto della stagione”.
Tuttavia, il sindaco ammette che la sensazione è diversa. “È tutto più calmo, più timido, più silenzioso. Non ci sono le solite code, la solita confusione. C’è uno scarto evidente tra quello che dicono i dati statistici e quello che si percepisce camminando per strada. Forse è legato alla minore spesa dei turisti, sicuramente questo fatto è connesso ai prezzi: sono competitivi, ma rispetto ad altre destinazioni mediterranee rappresentano un costo maggiore per i visitatori”.
«Lavoratori stranieri decisivi»
Un altro elemento centrale della stagione turistica sull’isola quarnerina è il ruolo della forza lavoro straniera. “Oggi non potremmo gestire la stagione turistica senza i lavoratori stranieri. Un tempo si trattava di persone provenienti dai Paesi dell’ex Jugoslavia, oggi arrivano da ogni parte del mondo: Filippine, India, Asia in generale”, ha dichiarato Vasilić. “Anche se molti lavorano solo per la stagione estiva, ci sono aziende che li assumono per periodi più lunghi”.
Secondo il primo cittadino, la dipendenza dalla manodopera importata è ormai strutturale. “Senza i lavoratori stranieri non sarebbe possibile mantenere l’attuale livello di servizio e accoglienza”, ha ribadito.
Il turismo sulla più gradne isola croata c’è, funziona e cresce, ma cambia volto. Più efficiente, meno visibile, più internazionale dietro le quinte. E forse anche meno rumoroso. “Non è la stagione a cui eravamo abituati”, ha concluso Vasilić, “ma è comunque una stagione buona. Solo diversa”.
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