Vaccinazioni a Zagabria: caos e confusione

La lunfa fila davanti all'Istituto nazionale per la salute pubblica a Zagabria

Zagabria: scene dell’altro mondo nella capitale per l’inizio della vaccinazione (seconda fase): almeno stando a quanto visto oggi 23 febbraio, la situazione sembra essere sfuggita di mano a chi ne dovrebbe curare l’organizzazione. La situazione peggiore si è avuta in zona Ksaver, dove oltre alla folla, si è dovuto aspettare per ore in fila. I cittadini ovviamente col tempo hanno perso la pazienza e hanno avuto solo parole di critica per la (dis)organizzazione.
Il ministro della Salute Vili Beroš, ha detto che l’annunciato arrivo di più vaccini “migliorerà sicuramente i nostri sforzi per vaccinare i gruppi di popolazione prioritari”. La prima fase della vaccinazione sta per concludersi e “stiamo assistendo a un fenomeno in cui una parte degli operatori sanitari che inizialmente non si sono vaccinati lo sta facendo ora, il che ha portato a un piccolo prolungamento della prima fase di vaccinazione nelle singole regioni”, ha sottolineato il ministro e ha aggiunto che il Paese sta entrando lentamente ma inesorabilmente nella seconda fase della vaccinazione quando si tratta di anziani e di quelli con malattie croniche. Beroš ha detto che il 50% dei cittadini sarà vaccinato entro l’estate ed è stato emesso un protocollo sui vaccini in eccedenza. Il ministro ha fatto riferimento alla situazione epidemiologica e ha riferito che secondo il numero cumulativo di contagi in sette giorni su un milione di abitanti, in Europa la Croazia è al secondo posto dietro alla Danimarca, il che è buono, ma gli assembramenti e i nuovi ceppi “sono un qualcosa che va preso in considerazione, perché è molto facile far precipitare la situazione”.

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