«Urge una nuova casa per gli Italiani di Veglia»

Soggiorno sull'isola quarnerina della Console generale d'Italia a Fiume, Iva Palmieri

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«Urge una nuova casa per gli Italiani di Veglia»
Iva Palmieri e Alessio Pelucchi all'interno della sede della C

La Console generale d’Italia a Fiume Iva Palmieri ha celebrato il suo primo anno di mandato con una visita dal forte valore simbolico e concreto: è arrivata finalmente a Veglia. Fin dall’inizio si era ripromessa di incontrare tutte le Comunità degli Italiani operanti nella regione. Non più da turista, come in passato, ma in veste ufficiale: stringere mani, ascoltare, testimoniare la presenza dell’Italia. Le mancano solo poche tappe, e lei stessa ha ammesso quanto fosse curioso non aver visitato prima Veglia, così vicina a Fiume.

Ad accoglierla Alessio Pelucchi, presidente della Comunità degli Italiani di Veglia, e il sindaco di Veglia Darijo Vasilić. Il primo nel ruolo di anfitrione e interprete, il secondo pronto a descrivere l’isola come un piccolo gioiello: infrastrutture efficienti, depuratori, rete idrica, raccolta differenziata al 60%, fibra ottica in 12mila abitazioni e un turismo che resta il pilastro dell’economia locale. Non mancano le eccellenze: olio e prosciutto già certificati in Europa, il formaggio in attesa di riconoscimento.

La Console ha apprezzato l’incontro e ricordato che Roma non abbandona le comunità storiche, sostenendo scuole, asili e progetti culturali. Ha chiesto dell’idea, avanzata ma ancora senza progetto, di una nuova sede per la Comunità italiana, più moderna e adeguata, con spazi funzionali, con inclusa una scuola di musica (assente in città) e sezioni d’asilo in lingua italiana. Vasilić si è detto pronto a collaborare con l’Unione Italiana: “Come a Fiume, dove ci sono asili e scuole, i ragazzi imparano più facilmente una nuova lingua e una nuova cultura. Sarebbe un grande esempio di cooperazione tra istituzioni e cittadini”.

Un’occasione straordinaria
La Console ha condiviso e rincarato: “L’attuale sede è vecchia, forse conviene ripartire da zero. I bambini imparano in fretta: per loro sarebbe un’occasione straordinaria”. Poi, con un sorriso, ha aggiunto: “Splendida la vista dal suo ufficio, sindaco, molto meglio della mia a Fiume”. Vasilić ha colto lo spunto e ha spiegato la complessità dell’isola: non solo la Città di Veglia, ma altri sei Comuni e, in totale, una quarantina di frazioni da 100-250 abitanti in media. “Garantire servizi ovunque è una sfida. Il problema principale resta il trasporto, troppo poco frequente. Stiamo lavorando per rafforzare i collegamenti con Veglia e con le frazioni più piccole e isolate”.

Vasilić ha elogiato la locale Comunità degli Italiani: “Organizzano spesso attività che coinvolgono la popolazione. Ne vale la pena, la collaborazione è ottima”. Ha inoltre osservato che i turisti italiani sono in leggero aumento, mentre quelli tedeschi risultano in calo, sottolineando come la vicinanza geografica all’Italia aiuti i visitatori a sentirsi a proprio agio.

La piccola sede della CI di Veglia
La piccola sede della CI di Veglia

Aeroporto, un tema delicato
La Console si è mostrata molto interessata anche alla questione dell’aeroporto, un tema delicato da sempre. Qui il discorso si fa serio, anzi lo è da anni: mentre in Dalmazia i passeggeri aumentano, da queste parti tutto resta immobile. Palmieri, che ammette di aver sempre avuto una particolare attenzione per gli aeroporti, lo ha detto chiaramente: “Sembra quasi ci sia una volontà politica orientata alla stagnazione. Io e l’ambasciatore d’Italia a Zagabria Paolo Trichilo siamo rimasti molto sorpresi, durante la visita, e ci siamo sentiti quasi estraniati dal vuoto che vi abbiamo riscontrato”.

Vasilić ha confermato la necessità di un maggiore impegno istituzionale, ricordando come all’Assemblea regionale si discuta da tempo di concentrare gli sforzi di marketing e incrementare le rotte, ma che nella pratica non si sia ancora andati oltre i progetti preliminari. Ha aggiunto che, pur non essendo l’aeroporto di Fiume considerato competitivo dalle agenzie turistiche e dalle compagnie aeree, l’isola di Veglia e l’Ente turistico del Quarnero da anni sostengono economicamente alcune compagnie per mantenere attivi i collegamenti.

Palmieri ha citato l’esempio di Ciampino, cresciuto grazie a politiche aggressive nei confronti delle compagnie aeree, sostenendo che un ampliamento delle linee sarebbe vantaggioso sia per lo scalo che per il territorio circostante.

Vasilić ha ricordato che numerosi sondaggi confermano come molti turisti scelgano di fermarsi proprio a Veglia, mentre la Console ha sottolineato come la presenza di un aeroporto a soli 40 minuti da una destinazione turistica rappresenti un vantaggio notevole.

Dopo i colloqui con il sindaco, è seguita la visita alla sede della Comunità degli Italiani dove Pelucchi ha spiegato come corsi di lingua, laboratori di disegno, sezioni di ceramica e altre iniziative siano costrette a ridimensionarsi a causa degli spazi.

La giornata si è conclusa con un gesto dal forte valore simbolico. Pelucchi ha donato alla Console una riproduzione della Lapide di Bescanuova (Baška), scritta in glagolitico e orgoglio dell’isola, insieme a un volume sulla storia degli italiani di Veglia e della stessa Comunità, oltre a qualche prodotto tipico isolano.

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