A trentaquattro anni dalla fondazione, l’Unione Italiana si trova a fronteggiare uno dei momenti più delicati nella recente storia della Comunità Nazionale Italiana in Croazia e Slovenia. Le dinamiche legate alla nomina del coordinatore dell’Associazione degli appartenenti alla Comunità Nazionale Italiana Unione Italiana di Capodistria hanno innescato una catena di azioni e reazioni le cui conseguenze saranno oggetto di riflessione ancora a lungo. Il clima interno è teso, e gli appelli a un confronto più sereno non hanno finora sortito appieno l’effetto auspicato.
A Gallesano, nel corso della seconda seduta della XVI Sessione ordinaria dell’Assemblea dell’UI, il 16 luglio scorso i consiglieri hanno approvato una delibera che rappresenta il risultato di compromessi raggiunti al termine di trattative tutt’altro che semplici. Per valutarne appieno gli esiti concreti, sarà probabilmente necessario attendere almeno fino all’ottobre prossimo.
Per comprendere l’intera portata della vicenda servirà tempo. Tra le criticità emerse, una delle più rilevanti riguarda i dubbi sollevati sulla tenuta dell’unitarietà della CNI. Il presidente della Giunta esecutiva, Marin Corva, è tra coloro che si sono maggiormente impegnati nel rassicurare i connazionali, ribadendo che l’unitarietà non è mai venuta meno. Lo abbiamo interpellato per un’analisi più approfondita della situazione.
“La delibera approvata dall’Assemblea dell’UI nel corso della XVI sessione ordinaria, conclusasi il 16 luglio scorso, chiarisce una volta per tutte la questione dell’unitarietà della CNI”, ha dichiarato Corva, affermando che “nelle scorse settimane, ma anche in periodi passati, è stata fatta tanta confusione su questo concetto”. “L’Unione Italiana con sede a Fiume – ha proseguito il presidente della Giunta esecutiva –, dal primo giorno della sua registrazione nel lontano 16 luglio 1991 è stata garante di un’unica comunità, divisa dai confini statali ma, unita nella massima organizzazione della CNI”. “Il massimo organo dell’UI – ancora Corva –, la nostra Assemblea, è formato da esponenti di tutte le 51 Comunità che, a loro volta sono parte integrante dell’UI. Nella sua storia, lunga ormai 34 anni, l’Unione è stata sempre rappresentata da due legali rappresentanti, uno residente in Slovenia e uno in Croazia”. “Nel corso della riunione del 16 luglio ho voluto puntualizzare anche l’unitarietà finanziaria della CNI. Tutti i mezzi destinati alla nostra Comunità arrivano sul conto corrente dell’Unione Italiana con sede a Fiume. Anche la Repubblica di Slovenia finanzia da tanti anni la CNI attraverso l’UI con sede a Fiume, riconosciuta quale istituzione comune. Pure l’accordo italo-croato riconosce l’Unione Italiana quale unica organizzazione unitaria di tutti gli Italiani della Croazia e della Slovenia. Anche questo concetto è stato ribadito dalla nostra Assemblea”, ha concluso Corva.
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