Un castello da fiaba per il vertice Gymnich

I ministri degli Esteri dell’Unione europea riuniti vicino a Zaprešić fanno il punto sui numerosi focolai di crisi

Il castello di Lužnica, vicino a Zaprešić, costruito dalla famiglia fiumana dei Čikulin, di origine italiana. Foto HINA/ Damir SENCAR/ ds

La crisi migratoria e le relazioni con la Turchia e la Russia. Sono stati questi i temi dibattuti ieri al castello barocco di Lužnica (sobborgo di Zaprešić) dai ministri degli Affari esteri dei Paesi dell’Unione europea. Il vertice informale è stato convocato in Croazia in virtù del suo ruolo di Paese presidente di turno del Consiglio dell’UE.
I ministri degli Affari esteri dell’UE si incontrano (informalmente) circa una volta ogni sei mesi. L’appuntamento è conosciuto nei circoli diplomatici con il nome di Gymnich, in omaggio al nome del castello tedesco situato nei pressi di Colonia, che nel 1974 ospitò il primo di questi incontri informali. La crisi economica che nel 1973 investì gli USA spinse l’allora Presidente statunitense, Richard Nixon, e il suo segretario di Stato, Henry Kissinger, a tentare di rivitalizzare i rapporti con l’Europa e di ridare slancio alla NATO. Il loro intento venne in parte ostacolate da due eventi drammatici: la guerra del Kippur (con la conseguente crisi petrolifera) e lo scandalo Watergate. In quell’occasione i ministri degli Affari esteri dei Paesi della Comunità economica europea (CEE) cercarono di elaborare una linea unitaria rispetto ai rapporti con gli Stati Uniti, nel tentativo di dare all’Europa una politica estera comune.

Josep Borrell e Gordan Grlic Radman. Foto HINA/ Damir SENCAR/ ds

Oggi, come nel 1974, si tratta di un incontro informale in cui non si adottano conclusioni, ma si pongono le basi e si affrontano i temi di discussione preminenti per la politica estera dell’UE. La presidenza del Gymnich, dopo l’entrata in vigore del Trattato di Lisbona, è affidata all’Alto Rappresentante per la Politica estera e le politiche per la sicurezza dell’UE, incarico ricoperto attualmente dallo spagnolo Josep Borrell Fontelles (dal settembre del 2019 vanta pure la cittadinanza argentina). Il ministro degli Affari esteri ed europei croato, Gordan Grlić Radman, ha spiegato che è stato proprio Borrell Fontelles a decidere di escludere dall’incontro i rappresentanti dei Paesi candidati ad aderire all’UE, che solitamente venivano invitati a partecipare ai Gymnich.
Il castello di Lužnica fu fatto realizzare dai Čikulin, una famiglia nobiliare fiumana di origini italiane, nella seconda metà del XVIII secolo. Il suo aspetto odierno è il risultato delle modifiche arrecate alla magione nell’ultima decade del 1700 dai baroni Rauch, divenuteni nel frattempo i proprietari. Oggigiorno il castello appartiene alle Figlie della carità di San Vincenzo de’ Paoli, una società femminile di vita apostolica di diritto pontificio.
Le Figlie della Carità rappresentano la più numerosa società femminile della Chiesa cattolica e sono presenti in oltre novanta Paesi. La loro casa generalizia si trova presso il convento di rue du Bac a Parigi. Al castello di Lužnica ha sede il Centro spirituale e formativo Marijin dvor (Il castello di Maria), gestito per l’appunto dalle suore.

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