Il presidente del partito social-liberale (HSLS), Dario Hrebak, ha lanciato un ultimatum al premier Andrej Plenković: 30 giorni di tempo per risolvere il caso del deputato del Movimento patriottico (Domovinski pokret), Josip Dabro, altrimenti i liberali usciranno dalla maggioranza.
In un’intervista a N1, Hrebak ha parlato di “linea rossa superata”, riferendosi agli episodi di apologia dell’ideologia ustascia attribuiti a Dabro e, in particolare, al riferimento ad Ante Pavelić, capo dello Stato indipendente di Croazia durante la Seconda guerra mondiale. Secondo il leader social-liberale, la glorificazione del regime ustascia rappresenta un superamento degli standard civili e danneggia anche la memoria della guerra d’indipendenza croata.
L’HSLS ha adottato tre conclusioni. Primo: il comportamento di Dabro è inaccettabile e segna un limite invalicabile. Secondo: i liberali non faranno cadere il governo nel voto parlamentare di venerdì sul nuovo ministro del Lavoro. Terzo: concedere al premier un termine di 30 giorni per “resettare” la maggioranza e chiudere definitivamente la questione.
Hrebak ha ribadito che il suo partito sostiene l’alleanza con l’HDZ da dieci anni, ma che non può sedere allo stesso tavolo con chi elogia simboli e figure legate agli ustascia. Ha anche annunciato che l’HSLS non parteciperà più alle riunioni di coalizione finché la situazione non sarà chiarita.
Il caso è riesploso dopo la diffusione sui social di un video girato durante una cavalcata di Carnevale a Komletinci, nella Regione di Vukovar e dello Srijem, in cui Dabro canta una canzone dedicata a Stjepan Radić con l’aggiunta di versi che evocano Pavelić. Un episodio che ha riacceso le polemiche politiche.
Hrebak sostiene che il problema non sia solo individuale, ma che l’intero Movimento patriottico rischi di diventare “ostaggio” di Dabro. Allo stesso tempo, assicura che l’HSLS non intende destabilizzare il governo, ma offrire al premier uno spazio di manovra per riorganizzare la maggioranza. Se però entro 30 giorni non arriverà una soluzione, i social-liberali si chiameranno fuori.
La palla ora passa a Plenković, chiamato a trovare un equilibrio tra la tenuta parlamentare e la gestione di un caso che tocca corde storiche e simboliche molto sensibili nella società croata.
Tutti i diritti riservati. La riproduzione, anche parziale, è possibile soltanto dietro autorizzazione dell’editore.
L’utente, previa registrazione, avrà la possibilità di commentare i contenuti proposti sul sito dell’Editore, ma dovrà farlo usando un linguaggio rispettoso della persona e del diritto alla diversa opinione, evitando espressioni offensive e ingiuriose, affinché la comunicazione sia, in quanto a contenuto e forma, civile.









































